Cronaca

Modica, l'ultimo saluto a Franco Lucifora

Oggi nella chiesa di San Pietro

Una chiesa gremita di colleghi di lavoro, amici e conoscenti hanno assistito, oggi pomeriggio, al funerale del professionista modicano, morto a soli 50 anni, Franco Lucifora. La celebrazione si è tenuta nella chiesa di San Pietro.

Parole forti che hanno smosso l’animo dei tanti presenti alla messa. “Oggi siamo qui – ha detto padre Emanuele – per parlare del mistero della vita, per parlare di Franco, un uomo che nella sua breve vita ha dato tanto amore. L’imbarazzo che in questo momento mi coglie è come quello di chi è stato incaricato di parlare di una splendida opera d’arte, un opera d’arte come la vita di Franco nella quale l’artista ha impresso una parte di sé come ogni artista fa nel dipingere una tela, nel creare una scultura. Non credo di sbagliarmi nel dire che questo artista abbia parlato di sé attraverso la vita e la persona di Franco perché la premura, l’attenzione, la disponibilità, l’apertura del cuore, di Franco credo siano un riflesso della disponibilità, della bontà di Dio stesso. Io sono un francescano e ho imparato da San Francesco la sua capacità di riconoscere guardando bene in tutte le creature il riflesso di Dio e credo che tutti noi non facciamo fatica a riconoscere in Franco il riflesso di Dio.

Lui sapeva che se un infermiere o un medico sono messi in condizioni ottimali di lavoro anche il paziente riceve il meglio come è giusto che sia. Franco riusciva a intercettare le persone che avevano bisogno di lui. Assisteva gli immigrati durante gli sbarchi, era impegnato al 118 per dare soccorso ai sofferenti perché lui amava l’uomo bisognoso. Da dove venisse questo amore di Franco per l’uomo che aveva bisogno di aiuto lo possiamo intuire. Chi lo conosceva bene sapeva che aveva una fede profonda e silenziosa. Allora il Vangelo che abbiamo scelto in questa celebrazione ancora una volta ci parla di amore perché in quelle parole che Gesù rivolge a coloro che silenziosamente lo hanno servito riconosciamo quasi il volto di Franco, riconosciamo le parole di Gesù quando dice “avevo fame e mi hai dato da mangiare”.

Le parole di padre Emanuele hanno espresso ciò che Franco è stato, ciò che un uomo semplice ha saputo dare agli altri. Parole che hanno risuonato in un silenzio commosso dei presenti, interrotto solo da un lungo applauso alla fine dell'omelia e che ha accompagnato anche l'uscita della bara dalla chiesa.