Comune

Exit Poll Vittoria: il sindaco Moscato si difende

Indagato per corruzione elettorale

A ventiquattro ore dal terremoto "Exit Poll" che ha scosso Palazzo Iacono a Vittoria con gli arresti eccellenti che vedono tra i destinatari anche l'ex sindaco Giuseppe Nicosia ed il fratello Fabio per voto di scambio politico- mafioso, oggi è intervenuto l'attuale Sindaco della città, Giovanni Moscato indagato per corruzione elettorale.

Moscato davanti a molti cittadini che hanno partecipato all'incontro con la stampa, ha raccontato la sua verità. Per prima cosa il Sindaco ha sgombrato ogni dubbio sulla eventualità che possa lasciare il suo incarico, poi ha dichiarato: "Secondo l'ipotesi accusatoria della Procura di Catania tutto nascerebbe da un mio rapporto di sudditanza nei confronti dell'ex Sindaco Nicosia perché negli ultimi dieci anni, pur essendo consigliere di opposizione, avrei ricevuto da lui numerosi incarichi professionali. Ma io non ho mai ricevuto alcun incarico professionale e i redditi che ho percepito dal Comune di Vittoria dal 2006 al 2016 non sono altro che i gettoni di presenza nella qualità di consigliere comunale".

Riguardo alle accuse di corruzione elettorale Moscato ha poi evidenziato come non abbia mai chiuso alcun accordo politico con nessuno, "Lo dichiarai a sei mesi dalle elezioni che non avrei chiuso alcun accordo, se poi una parte dell'elettorato ha deciso di darmi il voto non è una colpa, cosiccome è normale che un candidato si impegni per trovare voti per diventare sindaco" - ha aggiunto il primo cittadino. Moscato ha spiegato poi tutti i passaggi rispetto alla questione della assunzione di netturbini, e per concludere ha dichiarato: "Nessun sindaco vorrebbe mai governare una città mafiosa e purtroppo la mafia a Vittoria esiste e va combattuta, con la buona pratica amministrativa e con le operazioni di Polizia che ci sono state negli ultimi giorni. Io continuerò a collaborare con tutti".

Intanto oggi dalla Prefettura di Ragusa è arrivato il provvedimento del Prefetto Maria Carmela Librizzi che a seguito dell'avvenuta formale conoscenza dell'esecuzione della misura cautelare domiciliare, sospende dal suo incarico il consigliere Fabio Nicosia. Il provvedimento è stato già inviato a Palazzo Iacono per l'esecuzione.