Tradizione

Monterosso Almo, due processioni per la Madonna Addolorata

Domenica scorsa

Come da tradizione secolare, tutta Monterosso Almo, domenica scorsa è scesa in piazza per onorare la patrona e protettrice, sin dal 1644, del centro montano.

Il simulacro della Madonna Addolorata, dopo la celebrazione eucaristica presieduta dal predicatore, don Luca Carpenzano, è uscito dal santuario accolto dallo squillo di trombe, dal suono festoso delle campane e dai giochi pirotecnici. E’ stato, soprattutto, il lancio di “’nzaiarieddi” di colore celeste, e non solo, a calamitare l’attenzione delle centinaia di fedeli e devoti presenti in piazza Sant’Antonio. Subito dopo, guidata dall’arciprete don Marco Diara, ha preso il via la processione di mezzodì per le vie principali del centro mentre il pregevole simulacro è stato accompagnato da migliaia di devoti alla Madonna al grido di “Viva a Beddamatri”. Ieri pomeriggio, poi, si è svolta la tradizionale “cena”, ovvero la vendita all’asta dei doni, tra cui prodotti tipici e soprattutto le specialità dolciarie preparate dalle casalinghe del posto.

Tra questi la “pagnuccata”, il torrone e i cannoli. In serata, la folkloristica processione vespertina che, tra due ali di folla, si è conclusa col rientro nel santuario del simulacro della Vergine Addolorata, condotto a spalla dai devoti. Immancabili, poi, i giochi d’artificio che sia la mattina, subito dopo l’uscita, che in periodo notturno, a conclusione della processione, hanno rappresentato una spettacolare cornice per un evento religioso che, ancora una volta, ha messo in luce l’amore filiale che intercorre tra l’Addolorata e i cittadini di Monterosso Almo. E’ stato il sindaco ad affidare, inoltre, la cittadina montana alla protezione materna della Vergine.

Stiamo, parlando, del resto, di una festa che ha origini antiche e che ha preso il via nei giorni scorsi con il novenario che si è tenuto nel santuario diocesano dell’Addolorata, vale a dire la chiesa di Sant’Antonio abate dove si venera il simulacro della Vergine Madre.