Tradizione

La Madonna Addolorata tra il Barocco di Ibla

Suggestione e silenzio

Da una parte il barocco di Ibla, dall’altra il simulacro dell’Addolorata. Tutto attorno un silenzio ovattato. Carico di emozioni. Sono sensazioni che non possono essere spiegate più di tanto a parole. Solo chi è presente può testimoniare quanto certe suggestioni riescano a toccare le corde della propria sensibilità.

A prescindere dal fatto di essere o meno credenti. Momenti di cui fa parte, a buon diritto, la processione di Maria Santissima Addolorata a Ragusa Ibla. Il lento incedere del simulacro della Madre piangente tra i monumenti Unesco, con le viuzze che trasudano un fascino particolare, facendo da cornice ai fedeli in processione, tutti in ossequioso silenzio, a punteggiare ogni tratto del cammino, rappresenta una esperienza singolare ed irripetibile. In città, solo in questa festa solenne è possibile riscontrare un’esperienza del genere. Molto intima. In cui la carica di spiritualità e il misticismo della fede sono un tutt’uno. Elementi che, ogni anno, riaffiorano e rivivono per scandagliare meglio le sottili sfumature del credo di ciascuno.

E non è un caso che l’avvenimento religioso in questione sia da annoverare tra i più antichi del borgo barocco di Ragusa. Anche stavolta, la processione che è partita dalla chiesa di Santa Maria dell’Itria non ha tradito le attese, raccogliendo attorno a sé un consistente numero di devoti, gli stessi che hanno preceduto il simulacro della Vergine con i ceri, accompagnando il fercolo tra i vicoli e le viuzze. La processione si è snodata lungo le viuzze limitrofe alla chiesa di Santa Maria dell’Itria. Poi, in piazza della Repubblica, dinanzi alla chiesa delle Anime sante del Purgatorio, il simulacro è stato sistemato sul carrello mobile. E da qui la processione è proseguita per le strade del quartiere barocco. Anche quest’anno, poi, c’è stata la sosta all’interno del Duomo di San Giorgio, con un momento dedicato a una speciale preghiera mariana.

Un rito pregnante, caratterizzato da una intensa sacralità e spiritualità. All’uscita dalla chiesa, ieri pomeriggio, una vera e propria esplosione di gioia. Poi, il momento della riflessione che ha sostenuto quanti percorrono la strada del dolore, come quello dell’Addolorata che soffre per il Figlio morto sulla Croce. Attenzione rivolta verso i canoni della crescita spirituale che accompagna ogni devoto come è stato sottolineato dal parroco, don Gino Scrofani, con don Marco Fiore, originario di Giarratana ma espressione della diocesi di Catania, durante lo svolgersi della processione. “La festa della Madonna Addolorata – ha detto il parroco – ci ricorda la necessità della nostra conversione. Quando noi guardiamo la Madonna che piange ai piedi della Croce, siamo invitati alla conversione.

Le lacrime di Maria sono lacrime di preghiera, di speranza, di consolazione”. Il momento solenne dei festeggiamenti che, per tutta la settimana, hanno animato il fervore religioso di questa zona di Ibla, è stato seguito con estrema partecipazione dai fedeli che hanno rinnovato il proprio affetto nei confronti della Madre piangente. Accompagnato dal corpo bandistico “San Giorgio” di Ragusa, il simulacro ha fatto rientro in chiesa dopo due ore. La Madonna Addolorata ha poi rinnovato il proprio appuntamento ai fedeli tra qualche mese, con la processione della Settimana Santa, durante il periodo pasquale, quando il simulacro uscirà di nuovo tra le stradine dell’antico borgo di Ragusa in occasione delle Quarantore.