Comune

Ragusa, consiglieri Pd su creazione impianto acque reflue

Chiedono chiarimenti alla Giunta municipale

D’accordo sul recente decreto di modifica del regolamento edilizio che contempla nelle costruzioni la creazione di un impianto di separazione/depurazione delle acque grigie ma non sulla estensione di tale obbligo alle concessioni rilasciate e quindi a lavori già iniziati.

E’ questa la posizione dei due consiglieri del Partito Democratico di Ragusa, Mario D’Asta e Mario Chiavola sulla materia. I due esponenti dem annunciano che “chiederanno alla Giunta municipale, nel corso della prossima seduta del civico consesso, una serie di delucidazioni che fanno riferimento al recente decreto”. Secondo D’Asta e Chiavola infatti “ci si renda conto, in questo caso (ovvero di concessioni rilasciate e di lavori già iniziati), che si tratta di una richiesta quasi impossibile da esaudire. Sulla materia, nel luglio scorso, l’amministrazione comunale, alla presenza di tutti i gruppi consiliari, aveva assunto uno specifico impegno che era quello di revocare in autotutela le norme di salvaguardia previste nel decreto regionale.

Questo renderebbe fattibile il discorso secondo cui la norma sarebbe valida solo per le nuove concessioni. Da luglio a ora, però, da palazzo dell’Aquila non sono arrivati segnali chiari in questa direzione ed ecco perché torniamo a fare sentire la nostra voce con l’auspicio che tutti i dubbi esistenti in proposito possano essere dissipati. Annunciamo sin da ora che se non ci saranno risposte chiare alle sollecitazioni sollevate, e che riguardano numerosi comparti operanti in città nel campo dell’edilizia, formalizzeremo le nostre rimostranze, e lo stesso, nel contesto del proprio ruolo politico, farà anche l’Unione comunale del Pd, con una interrogazione consiliare a risposta scritta per invogliare la Giunta Piccitto ad assumere una rapida decisione, visto che i tempi di verifica e di valutazione sono ormai trascorsi abbondantemente, sulla delicata questione”.

Il decreto regionale cui i consiglieri del Pd fanno riferimento è il D.D.G. n. 50 del 26.04.2017 con cui la Regione aveva approvato, integralmente, 'in variante al vigente strumento urbanistico', le modifiche frutto dell’iniziativa consiliare del gruppo consiliare di Partecipiamo. Quello delle modifiche al regolamento edilizio sul contenimento e la riduzione dei consumi idrici era stato un cavallo di battaglia soprattutto del leader di Partecipiamo, Giovanni Iacono sia come presidente del consiglio sia successivamente come consigliere di opposizione. In merito aveva più volte sollecitato l’amministrazione a discutere tale proposta di iniziativa consiliare fino alla sua approvazione da parte del consiglio comunale nel novembre 2015 e in seguito ne aveva ripetutamente chiesto l’attuazione fino a quando la Regione aveva emanato il citato decreto riconoscendo nei fatti la validità della campagna promossa da Partecipiamo e da Iacono.