Il secolo digitale

Nel libro di Luciano Floridi

Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione hanno avuto un'evoluzione eccezionale nel corso dell'attuale secolo. Ciò ci fa supporre che si tratta di una rivoluzione strutturale che avrà un impatto paragonabile a quello dei grandi pensatori dei secoli scorsi.

Il libro appena uscito di Luciano Floridi ( La Repubblica 27 agosto 2017 ) sulla quarta rivoluzione, infatti paragona l'attuale periodo storico a quello che hanno vissuto a suo tempo tre grandi della storia dell'umanità: Copernico, Darwin, Freud. Il primo tolse alla terra la visione dell'uomo al centro dell'universo, Darwin mise in luce l'evoluzione delle specie vivendi mettendo in discussione la centralità dell'uomo nel regno biologico, Freud fece rilevare che la mente è fatta anche dall'inconscio, come dire che non siamo più al centro della nostra stessa vita mentale.

Oggi ci accorgiamo che le nuove tecnologie digitali gestiscono le informazioni come e meglio di noi, determinando quello che avviene giorno per giorno e gli eventi storici. Determinano come ricordiamo e raccontiamo – la narrazione degli eventi – e pertanto cambiano il concetto stesso di storia. Le nuove tecnologie dell'informazione e comunicazione (ICT) oggi influenzano sempre più la nostra temporalità, trasformando il modo in cui impariamo, comunichiamo, lavoriamo, interagiamo, socializziamo e anche il modo in cui divertiamo e curiamo. Anche le testimonianze sono affidate ai supporti digitali: foto, testi, registrazioni video ecc.

In pochi anni siamo passati dalla cultura della registrazione alla cultura della riscrittura e cancellazione. Dobbiamo ancora capire cosa conservare e cosa rimuovere riempendo di musica, di foto e filmati i nostri cellulari e i nostri computer. Oramai le società avanzate vivono e prosperano solo grazie alle strutture digitali che le sostengono; come in passato era impossibile immaginare un mondo senza alfabeto e senza libri. Ora è impossibile concepire il mondo senza le ICT. Quello che per millenni era fattore di progresso e di sviluppo adesso rischia di diventare schiavitù e dipendenza. C'è un enorme bisogno di vederci chiaro e di trovare le migliori risposte alle sfide che abbiamo davanti.

Oggi è chiaro che, più viviamo in simbiosi con il digitale e le sue ICT, più la filosofia di cui abbiamo bisogno deve occuparsi del fenomeno dell'informazione.