Tradizioni

La festa di Maria Santissima Addolorata

Patrona di Monterosso Almo

Monterosso Almo celebra Maria Santissima Addolorata, patrona del centro montano ibleo sin dal 1644. Una festa che ha origini antiche e che ha preso il via ieri con il novenario che si svolge nel santuario in cui si venerà il simulacro della Vergine Madre.

Ieri pomeriggio, alle 18,30, il suono festoso delle campane di tutte le chiese e lo sparo dei mortaretti ha dato il via ufficiale ai festeggiamenti. Alle 18,45, poi, c’è stata la recita del Santo Rosario guidata dal gruppo Amici del Rosario. La santa messa è stata celebrata, a seguire, dall’arciprete, don Marco Diara. Nel corso dell’eucaristia i fedeli hanno pregato per coloro che si sono sposati durante l’anno. Oggi, invece, festa della natività della Beata Vergine Maria, alle 9 ci sarà una santa messa mentre alle 18,45 la recita del Rosario sarà guidata dal gruppo Adulti dell’Azione cattolica.

Subito dopo la santa messa sarà celebrata da don Salvatore Giaquinta, cappellano ospedaliero al Maria Paternò Arezzo di Ragusa. Durante la celebrazione saranno ricordati i defunti venuti a mancare nel corso dell’anno. Domani, sabato 9 settembre, sarà la giornata dedicata alla preghiera per i giovani. Alle 18,45 la recita del Rosario e a seguire la santa messa presieduta da don Marco Diara. Domenica 10 settembre è la giornata della città. Alle 18,45 la recita del Rosario guidata dal gruppo della Caritas. La santa messa che si terrà a seguire sarà celebrata da don Fabio Randello, parroco a Militello Val di Catania. La preghiera per le famiglie, invece, caratterizzerà la giornata di lunedì 11 settembre.

Alle 18,45 la recita del Rosario mentre la celebrazione eucaristica successiva sarà presieduta da don Francesco Mallemi, vicario parrocchiale a Santa Croce Camerina. Durante la messa saranno benedetti i bambini, in modo particolare quelli battezzati nel corso dell’anno. Ma perché è particolarmente sentito, a Monterosso Almo, il culto nei confronti dell’Addolorata? Si racconta che l’11 gennaio 1693, in seguito al terremoto che colpì il Val di Noto, gran parte della città fu distrutta e anche numerose chiese. La statua dell’Addolorata, invece, rimase miracolosamente intatta e fu portata nella nuova chiesa di Sant’Antonio, ricostruita sulle macerie della chiesa di S. Pietro.

Tale edificio di culto è stato eretto a santuario dell’Addolorata. Il simulacro, risalente al XV secolo, è portato in processione per le vie del paese quattro volte l’anno nelle seguenti ricorrenze: il martedì di Pasqua, la domenica in Albis (prima domenica dopo Pasqua), la terza domenica dopo Pasqua (domenica degli Angeli) e la terza domenica di settembre (festa dell’Addolorata).