Cronaca

Morso da ragno violino: muore a 45 anni

Soffriva di altre patologie

E’ stato morso da un ragno “violino” mentre stava lavorando in un terreno a Capoterra, nell'hinterland di Cagliari. Una minuscola puntura che nel giro di tre mesi lo ha portato alla morte.

Un 45enne cagliaritano, Massimiliano Stara, è deceduto nella notte tra sabato e domenica, ma la sua morte, secondo quanto emerge, non sarebbe riconducibile direttamente ai danni provocati dalla puntura di un ragno, come fanno sapere dall'ospedale Santissima Trinità. Stara, infatti, soffriva anche di altre patologie. Durante il primo ricovero, i medici avevano riscontrato una serie di problemi che già conoscevano. Stara era stato visitato in ospedale per alcune patologie già dal 2012 e il suo quadro clinico complessivo era compromesso. È stato curato come già accaduto in passato. Poi la puntura di un ragno, tre mesi fa, come segnalato da lui stesso. I funerali dell'uomo si svolgeranno oggi pomeriggio a Cagliari. 

Il ragno violino di origine mediterranea, è presente lungo tutta la penisola italiana. Nel 2015 c'è stata la prima presunta vittima conosciuta in Europa, una donna morsa al dito: in questo caso si è ipotizzato che la patologia di cui soffriva la donna (una malattia neuromuscolare) possa aver influito nella gravità delle conseguenze del morso. Il ragno violino ha sei occhi raggruppati in tre coppie, invece che gli otto occhi della maggior parte dei ragni. La femmina ha il corpo lungo 8–13 mm, il maschio, più piccolo, è caratterizzato da zampe più lunghe. Spesso sul cefalotorace è presente una macchia scura a forma di violino col manico che si estende verso l'addome, caratteristica da cui deriva il nome comune del ragno.

La tela è scarsamente usata nella caccia, per cui il ragno si allontana da questa per predare. Tipicamente il maschio si allontana dalla tela di notte per andare in cerca della femmina. Non è un ragno aggressivo e se disturbato tende ad allontanarsi, ma può casualmente rintanarsi fra lenzuola o vestiti, aumentando le probabilità di doversi difendere tramite il morso. Il veleno ha azione necrotica sui tessuti colpiti e nei soggetti allergici può dar vita al cosiddetto loxoscelismo, con formazione di un'ulcera che può estendersi di alcuni centimetri e che, dopo trattamento medico, tende a guarire dopo parecchie settimane, lasciando al suo posto una cicatrice più o meno estesa.

Il potenziale pericolo è comunque dipendente dalla localizzazione del morso e dalla estensione della cancrena e dai relativi rischi indiretti di infezione. Gli effetti del veleno di Loxosceles rufescens sono simili a quelli del veleno di Loxosceles reclusa.