Estate

Il caldo e le sue misure

Cambiamenti climatici

0ramai, un argomento che continuamente ossessiona le nostre giornate estive è il caldo. Non è più il solo termometro che ci indica la misura del nostro malessere con la discussione infinita sui cambiamenti climatici, e la percezione dei fastidi incombenti.

Gli elementi che vengono valutati oramai sono tanti e pare che stia nascendo la figura del biometeorologo. Ci sono misure effettive, come pure ci sono misure percepite o come ci dice Giuliano Aluffi su Repubblica del 13 agosto “che per la prima volta nella storia umana i gas inquinanti hanno superato per tutto l'anno la quota di 400 parti per milione”, mentre per le misure percepite è una guerra di numeri che cela grandi margini di soggettività, confronti di quantità ottenute in modo diverso e discorde. Gli indici della temperatura percepita sono innumerevoli, i più importanti nel determinare la capacità del nostro corpo di perdere calore sono due: temperatura ambientale e umidità; in un ambiente molto umido l'efficienza del nostro sistema naturale di raffreddamento è più bassa.

Gli indici di valutazione dello stress termico e quindi i diversi modi di intendere la temperatura percepita, sono oltre 150, e tutti hanno la pretesa di voler esprimere con un numero quello che è un rapporto complesso fra l'organismo ed il clima. Non solo, le regioni italiane utilizzano parametri differenti nel valutare la “temperatura apparente”, una babele di numeri per mettere in connessione l'assoluto della scienza con il relativo delle sensazioni umane. I biometeorologi ,con la loro temperatura percepita sono entrati in conflitto con i meteorologi, ed è aumentata fra di loro la conflittualità che ,se ancora alimentata potrebbe minare la credibilità dell'intero settore, in un Paese come l'Italia dove la cultura meteorologica non è ancora diffusissima.