Salute

Malattie cardiovascolari: 76 pazienti su 100 seguono terapia

Una percentuale smette la terapia dopo ictus

settantasei pazienti su cento seguono correttamente la terapia prescritta per le malattie cardiovascolari. E’ di questo e non solo che si parlerà durante il meeting della sezione salute del meeting di Rimini, in programma dal 20 al 26 agosto.

Durante gli incontri saranno resi noti altri dati importanti, tra cui quello della persistenza della terapia- E’ dimostrato, infatti, che dopo un anno dall’evento acuto (ad esempio ictus), la persistenza della terapia è variabile dal 50 all’80%, cioè dal 20 al 50 % dei pazienti smette di curarsi. Ad esempio il warfarin, noto anticoagulante, viene abbandonato nel 32 % dei casi dopo 1 anno. La non aderenza aumenta le recidive di eventi fatali e gravi da 3 a 7 volte. Le malattie in cui è maggiore la non-aderenza in ambito cardiovascolare sono l’ipertensione arteriosa, la fibrillazione atriale, lo scompenso cardiaco, il diabete mellito, le dislipidemie.

Le persone che aderiscono meno al trattamento appartengono prevalentemente alle età più avanzate (oltre i 75 anni). Questo è dovuto a diversi ordini di motivi: la polifarmacoterapia (mediamente al di là degli 80 anni si assumono da 3 a 5 classi di farmaci), lo scarso supporto da parte di familiari o caregiver, il basso livello socioeconomico.