Sanità

L'assordante silenzio dell'Asp di Ragusa

Il ministro deve garantire l'apertura del Nuovo Ospedale

In tempi non sospetti, per l’esattezza il 20 giugno scorso, questo giornale parlava della “ridda di voci incontrollate” che “stava facendo da contorno all’apertura del Nuovo Ospedale di Ragusa”. In quella data, appunto, secondo il croniprogramma illustrato in conferenza stampa dal Direttore Generale Maurizio Aricò, e pubblicizzato anche con comunicati aziendali ufficiali, si sarebbe iniziato il trasferimento dei reparti di degenza e dei servizi sanitari di supporto, da completare entro la settimana successiva tanto da rendere possibile l’inaugurazione ufficiale il 26.

Noti i fatti successivi: rinvio dell’inaugurazione, sigilli della guardia di finanza, successivo dissequestro dei locali soggetti ad indagini, annullamento del trasferimento dei reparti quasi completato, ritrasferimento degli stessi alle sedi originarie dell’ospedale Civile e del Maria Paternò Arezzo, conseguente smontaggio e rimontaggio delle apparecchiature operatorie, conseguente smontaggio e rimontaggio nella vecchia Emodinamica dell’angiografo, sit- in di protesta indetto dalla Cgil dinanzi alla sede della Direzione generale in piazza Igea, documenti al vetriolo da parte delle forze di opposizione di sinistra e di alcune forze politiche consiliari, lettera del deputato regionale Pd Pippo Digiacomo a Crocetta e Gucciardi per la rimozione immediata del manager Aricò, riunione nell’aula consiliare del Comune di Ragusa della sesta commissione Ars presieduta dallo stesso Digiacomo e piena condivisione del sindaco Piccitto sulle risultanze dei lavori della commissione contro la permanenza di Aricò, rincorrersi di voci, da Palermo, sulla proroga o meno al manager ragusano, infine il blocco addirittura dello stesso decreto delle nomine dei commissari della Sanità siciliana. Ebbene, di tutto questo rimane solo uno sbiadito ricordo.

Il Nuovo Ospedale rimane “triste e solitario” come il binario cantato da Claudio Villa, i due ospedali di Ragusa hanno ripreso i loro ritmi, nessuno parla più di tempi e modi di un prossimo trasferimento, e dalla Direzione Strategica dell’Asp non trapela nessuna notizia ufficiale, alla faccia della trasparenza. Veniamo informati di interventi chirurgici per pazienti oncologici, di ambulatori per richiedenti asilo, di unità di strada, di regali di tablet per un immigrato e simili. Tutte, per carità, cose degnissime e qualificanti per la sanità pubblica, ma di piani strategici, di prospettive non diciamo a lungo, ma almeno a medio termine, nemmeno a parlarne. Un giorno l’attenzione si focalizza sulla parziale sospensione della riabilitazione ad Ispica, il giorno dopo toni trionfalistici per l’incontro al Busacca di Scicli con l’IRCCS Bonino Pulejo di Messina per la prossima (?) apertura del servizio di neuro-riabilitazione.

E tutto il resto? Ben vengano perciò iniziative come quella della parlamentare iblea del movimento 5 stelle Marialucia Lorefice che si è fatta promotrice di una interpellanza alla ministra della salute Lorenzin. Questo il testo “per la Sanità iblea il Governo non fa nulla, delega la Regione e sta a guardare. Poi deciderà sulle nomine manageriali. Poi. Intanto è il caos. Rispetto alle problematiche della Sanità dell’ex provincia di Ragusa, frutto di scelte molto discutibili e che hanno mandato in tilt il sistema sanitario ibleo, il ministero della Salute non ha sostanzialmente nulla da dichiarare. Adesso abbiamo la certezza che il ministro Lorenzin è informato dei fatti ed è in contatto con la Regione siciliana ma, in sostanza, resta a guardare lo scempio avvenuto mentre, invece, sarebbe opportuno intervenire. Altro che presa in carico dei problemi della rete ospedaliera provinciale.

Quanto sta avvenendo a Ragusa ha ancora una volta scoperto anche il nervo della nomina politica dei manager sanitari. Anche qui il Governo ha timidamente manifestato la necessità di mettere mano a livello normativo alle nomine. Restano promesse da marinaio dato che, ad oggi, i partiti si sono ben guardati dall’inserire selezioni basate sulla competenza e criteri trasparenti, come noi chiediamo da tempo attraverso un’apposita proposta di legge e altri interventi parlamentari. Abbiamo chiamato in causa la questione della nomina politica dei manager in Sanità perché è evidente come nell’oscena vicenda le responsabilità principali vadano ascritte al direttore generale dell’Asp 7. Il dott. Aricò continua a dire che è tutto apposto, la Lorenzin dice che è a conoscenza ma non entra nel merito del problema. Noi vogliamo fatti.

Il Ministro deve garantire l'apertura del nuovo ospedale Giovanni Paolo II e seguire l’iter affinché tutto avvenga con regole e tempistiche precise e rispettose del lavoro del personale che sta in corsia e dei cittadini che necessitano di servizi. Altro che cronoprogrammi bluff. Non potremmo permetterci un altro flop nella rete sanitaria iblea. L’hanno già rovinata abbastanza. Dobbiamo ripristinarla e ridare alla provincia di Ragusa le eccellenze in sanità che ha sempre avuto”.