Polizia di Stato

Ragusa, sfruttamento braccianti agricoli: 3 arresti e 9 denunce

Denunciati 9 imprenditori

La Squadra Mobile di Ragusa, con l’ausilio della Polizia Stradale e dei Commissariati di Modica e Vittoria, ha arrestato 3 imprenditori e ne ha denunciato altri 9 per sfruttamento dei braccianti agricoli.

I controlli degli agenti hanno interessato dodici aziende nei territori di Ragusa, Ispica, Vittoria, Acate e Santa Croce Camerina e in particolare sono stati identificati 126 braccianti agricoli (17 rumeni di cui 12 donne, 41 centro-africani di cui 2 donne, 11 albanesi, 15 bengalesi, 10 pakistani, 5 indiani e 27 italiani). Due degli arrestati avevano minacciato di licenziare i lavoratori se avessero riferito alla Squadra Mobile le reali condizioni di impiego: “dovete dire che prendete 50 euro per 8 ore di lavoro, altrimenti vi licenzio”. Inoltre la Polizia Stradale ha scoperto, occultati da un telone, 13 lavoratori all’interno del vano di carico di un autoarticolato.

Controllate anche 2 aziende che rispettavano le prescritte normative in modo esemplare, un’impresa di Ispica ed una di Santa Croce Camerina. I controlli effettuati dal 17 al 21 luglio, hanno richiesto il prezioso intervento, oltre che di altre articolazioni ed Uffici della Polizia di Stato, anche del personale del Corpo Forestale dello Stato, dell’INPS, dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro, dell’ASP di Ragusa - Servizio Igiene - dello SPRESAL (Servizio Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro) e dei comandi delle Polizie Locali. Le attività condotte dalla Polizia di Stato hanno avuto, anche questa volta, un duplice obiettivo, individuare i cosidetti caporali durante le fasi di reclutamento e controllare le aziende che impiegano manodopera, al fine di verificare l’esistenza di indici di sfruttamento a danno dei lavoratori.

La Polizia Scientifica ha video documentato ogni attività condotta in questi giorni, al fine di cristallizzare, con video e foto, quanto accertato dagli uomini della Squadra Mobile che hanno coordinato tutti gli agenti operanti. Ad Ispica e Santa Croce Camerina Camerina, controllate due aziende virtuose che operavano nel pieno rispetto delle normative, sia per quanto concerne l’impiego dei braccianti agricoli e quindi quanto contenuto nei contratti collettivi provinciali, sia per tutte le altre norme correlate, come la sicurezza sui luoghi di lavoro, l’uso di fitofarmaci e la tracciabilità dei prodotti biologici. È stato possibile accertare che l’azienda agricola di Ispica rispettava le norme da anni anche per il versamento dei contributi previdenziali ai dipendenti.

Presso l’azienda numerosi studenti universitari, anche stranieri, figuravano tra i soggetti presenti negli anni, proprio per lo studio della coltivazione e commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli. Grazie all’impegno degli operatori della Polizia di Stato, è stato possibile trarre in arresto La Terra Giuseppe nato a Comiso (classe 1968), titolare di un’azienda agricola in contrada Randello a Ragusa e dei fratelli Giamblanco Emanuele, nato a Pozzallo (classe 1969) e Giamblanco Massimo, nato a Ragusa (classe 1977) titolari di un’azienda in contrada Marza ad Ispica. Per quanto concerne La Terra (soggetto già pregiudicato per aver fatto parte di un’associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e tratto in arresto dalla Squadra Mobile nel 2014), impiegava 13 braccianti agricoli di cui solo 4 avevano un contratto. 5 dei dipendenti di origini albanesi erano totalmente irregolari sul territorio nazionale e per questo il titolare verrà denunciato anche per questo reato e gli stranieri espulsi dall’Italia.

La Squadra Mobile di Ragusa, nell’ambito del progetto “Freedom” della Polizia di Stato, coordinata dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine, ha concluso così la seconda fase dell’attività di contrasto al caporalato nella provincia iblea.