Politica

Ragusa, botta e risposta su consumo alcol tra 2.0 e Comune

Su ordinanza del sindaco Piccitto

E’ già botta e risposta sull’ordinanza sindacale per il consumo di alcool durante la movida notturna nelle zone balneari ragusane, Marina soprattutto. A sfidarsi nella prima vera polemica estiva sono il laboratorio politico-culturale 2.0 e il comandante della polizia urbana Giuseppe Puglisi a nome del Comune.

Il laboratorio, in una nota firmata dal direttivo, si era detto “incredulo per l’ordinanza del sindaco Piccitto sulle norme di sicurezza per le manifestazioni pubbliche durante la stagione estiva e che, a leggerla e rileggerla, sembra proprio vietare il consumo di alcol mentre si svolgono degli eventi”. Dopo aver parlato ironicamente di “Ragusa piombata nell’epoca del proibizionismo americano degli anni ‘20?” il movimento che fa riferimento politico alle consigliere Sonia Migliore e Manuela Nicita, pensa piuttosto che “qualcuno, al Comune, non ha saputo tradurre su carta le reali intenzioni dell’amministrazione comunale, in quanto l’ordinanza scaturirebbe dall’ultima seduta della Commissione provinciale sull’Ordine e la Sicurezza pubblica, durante la quale si è discusso delle direttive emanate dal Ministero dell’Interno a maggio e di quanto accaduto a Torino in piazza San Carlo per la finale di Champions League ai primi di giugno.

Bene, la circolare del Ministero specifica che i Sindaci possono “disporre, per un periodo comunque non superiore a 30 giorni, con ordinanza non contingibile e urgente, limitazioni in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche”. Il che non significa che si debba vietare, tout court, la vendita degli alcolici, ma che, come ad esempio ha fatto il Comune di Vittoria, è possibile vietare anche solo l’utilizzo di contenitori che possono rappresentare un pericolo all’incolumità delle persone. Per un periodo di 30 giorni, abbondantemente superati dall’ordinanza del sindaco di Ragusa che ha esteso il divieto dal 14 luglio al 17 settembre, cioè due mesi e qualche giorno”.

A motivare il suo intervento, infine, il laboratorio 2.0 afferma “i titolari degli esercizi commerciali dei centri storici di Ragusa e Marina di Ragusa sono rimasti stupiti anche più di noi. Soprattutto perché dovrebbero annullare tutte le iniziative che stavano organizzando. Senza parlare poi delle manifestazioni nelle quali il Comune compare come patrocinante o per le quali versa dei contributi. Facciamo un qualche esempio: la festa di San Giovanni Battista, il Jazz Festival, Birrocco. Quest’ultima manifestazione, poi, diventerebbe un vero e proprio paradosso: un’iniziativa che punta sulla birra, mentre non è possibile consumare alcolici” e conclude “ci auguriamo che il sindaco si accorga dell’errore marchiano e rimedi il prima possibile”.

A stretto giro di comunicati, la replica dell’Amministrazione affidata, dicevamo, al comandante della polizia locale Puglisi, tutta imperniata sulla lettura normativa, Si afferma infatti che “da un punto di vista normativo, il fondamento legislativo dell’ordinanza sindacale in questione “interventi di safety per manifestazioni pubbliche e/o siti caratterizzati da numero di visitatori” non trova fondamento nell’art. 54 comma 7 dlgs 267/2000 (introdotto dal cosiddetto decreto sicurezza urbana) che dà al Sindaco la possibilità, motu proprio, di adottare un’ordinanza non contingibile ed urgente per un periodo massimo di 30 giorni, in alcune zone della città, avente ad oggetto il divieto assoluto di vendita e consumo di sostanze alcoliche”.

Pertanto, precisa il comandante Puglisi, “l’amministrazione comunale non ha adottato nessuna ordinanza facente riferimento a tale norma. Lo si evince dal fatto che nell’ordinanza sindacale n. 702 di pari data avente ad oggetto “misure di sicurezza urbana stagione estiva 2017” viene previsto solo il divieto e consumo di bevande in bottiglie e lattine, fermo restando che all’interno dei pubblici esercizi, comprese le pertinenze, tale divieto non opera”. Poi la replica del Comune prosegue “in merito alla inutile polemica riguardante il divieto di alcol dalle ore 20 – quale tipica misura di safety – la stessa trova fondamento nelle circolari del Capo della Polizia e alle conseguenti determinazioni assunte dalle Autorità Competenti in materia a cui questa amministrazione comunale, come tutte le amministrazioni comunali del territorio ibleo, è tenuta ad adeguarsi.

Infine, corre obbligo di rappresentare che la misura del divieto di vendita di alcol, dalle ore 20 ed esclusivamente in coincidenza di manifestazioni su aree pubbliche, è una misura preventiva che va verificata per ogni singola manifestazione dalle Autorità Competenti a cui spetta una valutazione complessiva non solo relativa alle misure di safety, ma anche di security ed è finalizzata ad evitare, ex ante, un diniego per lo svolgimento della manifestazione”. (da.di.)