Sanità

Ragusa, radioterapia a singhiozzo

La denuncia di Giovanni Iacono

“Da mesi alla u.o. di Radioterapia oncologica del Maria Paternò Arezzo i pazienti sottoposti alle delicate terapie sono costrette ad interromperle perchè l'acceleratore lineare, improvvisamente, si blocca e si interrompono, conseguentemente, i fasci di elettroni e di fotoni che in quel determinato momento stanno colpendo le neoplasie maligne con una altissima precisione”.

L’allarme viene lanciato da Giovanni Iacono, capogruppo di 'Partecipiamo' in consiglio comunale ed ex presidente del civico consesso, che aggiunge “l'acceleratore lineare, strumento di ultima generazione per combattere le cellule tumorali, a Ragusa funziona a singhiozzo e lo sapete perchè? Perchè l'acceleratore lineare funziona con tecnologia che necessita di un continuo flusso di acqua per raffreddare le macchine e questa acqua 'va e viene' (a Ragusa, tra l'altro, viene utilizzata per il raffreddamento l' acqua potabile e 'ionizzata' che va a perdersi)”.

Iacono afferma poi di aver segnalato la questione ai tecnici del Comune e “i funzionari hanno, con professionalità e immediatezza, effettuato tutti gli accertamenti. I problemi sembrano derivare dalla mancata verifica del funzionamento della rete interna all'ospedale, ivi compresi gli impianti di pressurizzazione e alimentazione dei sistemi di raffreddamento delle delicate apparecchiature utilizzate nella radioterapia oncologica. Da mesi all'Asp sopperiscono alla continua carenza idrica nelle cisterne mediante le autobotti senza provvedere a verificare se i galleggianti sono funzionati o meno (come accertato dai tecnici del Comune), le portate, la presenza o meno di manometri, le cause della perdita di pressione, ecc. ecc.”

Per tutti questi motivi Giovanni Iacono ricorda che “in questi anni ho incalzato, spesso in assoluta solitudine, con dati di fatto ed argomentazioni documentate i pessimi 'piani' aziendali della direzione dell'Asp di Ragusa, i tanti servizi smantellati e i disservizi creati fino alla farsa dell'ospedale e dell'inaugurazione 'frettolosa' di fine mandato ma, evidentemente, al fondo non c'è fondo, perchè questa vicenda dell'acceleratore lineare che si interrompe nel mezzo della cura, mi indigna e mi ferisce profondamente, da cittadino e da rappresentate nel massimo consesso cittadino”.

Il leader di Partecipiamo infine conclude assicurando che “tutto questo è vergognoso e inaccettabile e, qualora dovesse continuare, nei prossimi giorni insieme alle persone che hanno avuto interrotta la terapia e ad altri cittadini compiremo gesti eclatanti di civile e dura protesta".