Comune

Ragusa, la consigliera Marabita dona 800 euro all'Anffas

Pari al 30% del gettone di presenza nei Consigli comunali

“Rifacendomi al programma elettorale e agli impegni presi da quando sono consigliera comunale ho provveduto a decurtare del 30% il mio gettone di presenza nei consigli comunali e nelle commissioni, fino a raggiungere la somma di Euro 800,00; in questi giorni ho provveduto a donare tale somma alla associazione ANFFAS di Ragusa”.

L’affermazione è della consigliera comunale di Ragusa, Mariarosa Marabita, attivista grillina della prima ora e militante nel meetup RagusaAttiva 5 stelle non riconosciuto dal movimento e costantemente in posizioni critiche nei confronti dall’amministrazione Piccitto. A scanso di equivoci poi la Marabita (che alla sua nota allega anche la copia del bonifico effettuato all’ANFFAS) precisa “lo comunico non per fare vedere che sono caritatevole; preciso che da privata cittadina non l’avrei mai fatto. L’ho fatto nella veste pubblica di Consigliere Comunale che rispetta il programma elettorale redatto in occasione delle amministrative del 2013 sulla base del quale ho chiesto il voto ai cittadini, anche se sono subentrata in consiglio solo da pochi mesi.

Programma elettorale che prevedeva che, qualora la lista del Movimento 5 Stelle fosse state eletta in Consiglio, avrebbe proposto (cosa che poi non è stato mai fatto, pur avendo i numeri per farlo) “la riduzione del 30% del gettone di presenza nei consigli comunali e nelle commissioni insieme alla riduzione del 30% delle indennità spettanti al sindaco, agli assessori e al presidente del consiglio comunale” da utilizzare con finalità sociali”. Da parte sua l’intero meetup RagusAttiva aggiunge “questo ci eravamo impegnati a fare e questo abbiamo promesso e sottoscritto nel programma elettorale del 2013”. E MariaRosa Marabita conclude “ovviamente tali utilizzi sarebbero stati documentati affinché ai cittadini si sarebbe potuta dare modo di verificare quanto promesso e poi quanto realmente fatto.

Io, in qualità di eletta nel Movimento 5 Stelle anche se sospesa, ho provveduto ad onorare il mio pubblico impegno e, in quanto tale, avendo chiesto su questo il voto ai cittadini, lo porto oggi a conoscenza di tutti i cittadini. Continuerò a farlo, ad ogni piccolo accumulo del mio 30%, fino alla scadenza del mio mandato. Voglio sperare che anche tutti gli altri eletti nella lista del Movimento 5 Stelle onorino l’impegno e rendano pubblica e documentabile la destinazione del loro 30% di decurtazione. Tutto ciò sulla base dell’impegno assunto con gli elettori”.

Ancora una volta dunque RagusAttiva 5 stelle si presenta e si rappresenta come custode coerente dei principi originari del movimento grillino. Principi che appena pochi giorni fa erano stati riproposti in una nota, dal significativo titolo “a giugno del 2013 eravamo…” a firma della stessa Marabita e di Giorgio Licitra, consigliere M5S dimessosi nel maggio 2014. I due attivisti ricordano che “a giugno del 2013 eravamo un gruppo coeso ed entusiasta, sostenuto da una moltitudine di attivisti, che rendeva il Comune di Ragusa il secondo capoluogo di provincia amministrato dai Cinque Stelle, subito dopo il comune di Parma” mentre “a distanza di quattro anni di quel gruppo coeso, di quegli entusiasmi e, soprattutto di quella moltitudine di attivisti, restano ben poca cosa”.

Marabita e Licitra lamentano che già ad un anno dell’insediamento “alcuni consiglieri affermavano che i principi del movimento non potevano essere compatibili con la buona amministrazione, sostenendo che “l’ideologia non produce risultati” e che la buona amministrazione era un'altra cosa”. Da qui “la nascita del secondo Meet-up RagusaAttiva5stelle che, instancabilmente, segnalava e segnala l’allontanamento dai principi del Movimento mentre la strada della buona amministrazione, fatta prevalere sui principi del Movimento, a Ragusa ha avuto un percorso inverso a quello di Parma”. Seguono poi, nel documento a firma di MariaRosa Marabita e Giorgio Licitra, delle considerazioni “sull’aver retrocesso i principi del Movimento ad inefficaci ideologie, come nel caso del doppio incarico consigliere/assessore (il riferimento è a Nella Disca e Gianluca Leggio n.d.r.). (da.di.)