Sanità

Giornata calda per l'Asp di Ragusa

Oggi sit-in di protesta in piazza Igea

Sarà calda, molto calda, e non certo soltanto per il solleone che imperversa in questi giorni, quella di oggi per la Direzione strategica dell’Asp di Ragusa, travolta “da un insolito (?) destino nell’azzurro mare di luglio”.

Piazza Igea, nel centro cittadino del capoluogo, sarà infatti sede di un sit in di protesta indetto dalla Cgil per lamentare l’assurda e allucinante situazione che si è venuta a creare nella sanità ragusana. I fatti sono noti e oggetto di discussione (e di timore) tra gli abitanti del capoluogo e dell’intera provincia: inizio piuttosto precipitoso del trasferimento dei reparti dell’ospedale Civile e del Paternò Arezzo al Nuovo Ospedale Giovanni Paolo II° di contrada Bruscè, indagini di magistratura e Guardia di Finanza su alcuni aspetti tecnici, sigilli apposti alle sale operatorie, ritrasferimento dei reparti alle sedi originarie, emergenze assicurate solo dagli ospedali di Modica e Vittoria ormai vicini al collasso.

La gravità della situazione, tra il rimpalleggiarsi di responsabilità tutte interne al Partito Democratico (riconferma del manager Aricò come commissario, suo ventilato trasferimento al Santa Sofia di Palermo mentre al suo posto sarebbe dovuto venire il nuovo commissario Ficarra da Agrigento, proroga del mandato ad Aricò per altri 45 giorni a Ragusa), tra la rabbia degli operatori sanitari di tutti i profili professionali sballottati tra un ospedale ed un altro, tra le paure dei cittadini che si sentono o sono realmente sballottati tra gli ospedali della provincia, ha fatto decidere la Cgil a dire una parola forte e ad assumere un’iniziativa altrettanto forte qual è quella della manifestazioni di oggi. Immediate anche le adesioni delle forze politiche di opposizione che si sono mobilitate a sostegno dell’iniziativa Cgil.

Articolo 1, movimento democratici e progressisti, per bocca del senatore Gianni Battaglia e dell’intero coordinamento provinciale “aderisce e partecipa al sit-in di protesta organizzato dalla CGIL di Ragusa condividendo la profonda preoccupazione che la situazione della sanità iblea sta vivendo in queste ultime settimane a seguito della mancata apertura del Nuovo ospedale “Giovanni Paolo II”. Quindi la proposta lanciata da Articolo 1 Mdp “l’Assessore regionale alla salute affidi a soggetti terzi ed estranei alle indagini in corso il compito di aprire, in condizione di piena efficienza, il nuovo ospedale”.

Tra le altre forze politiche fin da subito c’era stata l’adesione di Sinistra Italiana, mentre anche il collegio degli Infermieri, l’Ipasvi, afferma “gli infermieri chiedono ad alta voce che si possa giungere, in tempi brevi, ad un ripristino di quella che era una volta l’eccellenza sanitaria ragusana sotto molteplici aspetti, che il cittadino possa continuare a camminare a fianco all’infermiere con fiducia e reciproco rispetto. Che la giustizia ordinaria faccia il suo corso individuando, se ci sono, colpe, negligenze, irresponsabilità e quant’altro colpendo in maniera dura ed esemplare. Per quanto concerne il nuovo ospedale “Giovanni Paolo II” auspichiamo che possa essere portato a compimento in maniera celere, rispettando ovviamente i canoni di sicurezza per gli utenti ed operatori e per dare ai ragusani una struttura ospedaliera di cui hanno notevole bisogno.

Siamo a fianco ai cittadini, alle istituzioni e a quanti concorrono a far sì che ciò si realizzi e pronti alla protesta verso coloro che hanno determinato questa “catastrofe sanitaria”. In quest’ottica vogliamo essere presenti giorno 11 luglio a partire dalle 9 in piazza Igea a Ragusa, accanto a chi protesta senza distinzione di colore politico, sindacale o altro ma solo affinché la sanità ragusana, efficiente e competente, ritorni ad essere fruibile dai cittadini di Ragusa e provincia. A tal proposito invitiamo anche i cittadini ad essere presenti. La Sanità è un bene comune. Difendiamola”. Nel frattempo il presidente del comitato consultivo dell’Asp, Salvatore Criscione, ha inviato una lettera aperta al Direttore generale dell’Asp, al Presidente Crocetta e all’assessore Gucciardi, al presidente della commissione Sanità dell’Ars, al prefetto di Ragusa, alla conferenza dei sindaci del libero consorzio ibleo e alla deputazione nazionale e regionale esprimendo “profonda preoccupazione e rammarico per la carenza, o in certi casi la totale assenza, di erogazione di prestazioni sanitarie”.

Il comitato consultivo aziendale chiede nel contempo un urgente incontro sia per conoscere lo stato dell’arte della sanità iblea sia per formulare proposte concrete finalizzate al ripristino della piena funzionalità dell’offerta sanitaria”. Sulla vicenda sanità era intervenuto anche il senatore di Forza Italia, Giovanni Mauro, che parla di “caos sanità in provincia”, di “sostituzione immediata del direttore generale dell’Asp 7, Maurizio Aricò” e si spinge fino ad invocare che “intervenga la Protezione Civile con i propri mezzi e strutture, quelle mobili per gestire le emergenze, penso ad esempio a un ospedale da campo per far fronte almeno alle maggiori criticità, in modo da sgravare gli altri nosocomi dall’eccessivo flusso di pazienti e trovare il tempo per ripristinare condizioni di operatività e standard accettabili in uno dei due ospedali di Ragusa, preferibilmente proprio quello nuovo”.