Studio

Sale rosa dell'Himalaya, sfatati gli effetti benefici

Il parere del chimico Dario Bressanini

Rafforza le ossa, migliora le prestazioni sessuali e riduce la ritenzione idrica e l’ipertensione. Sono alcune delle proprietà benefiche addebitate al sale rosa dell’Himalaya. Ad intervenire sugli effetti che derivano da questo sale “miracoloso” è stato il chimico Dario Bressanini già noto per aver smontato diverse bufale legate agli alimenti.

Bressanini ha avuto modo di esaminare buona parte della letteratura scientifica legata all'analisi chimica del sale rosa, ritenuto a torto come proveniente dall'Himalaya. Tanto per chiudere la questione sulla provenienza, si tratta di un prodotto estratto nel Pakistan, più precisamente nel Salt range, provincia del Punjab. Il suo colore rosato è dovuto alla presenza di ferro, in quantità trascurabili, anche confrontandole col normale sale da cucina. Quel che dovrebbe preoccupare i salutisti che preferiscono il sale "dell'Himalaya" è la presenza di altre sostanze che normalmente non troveremmo mai nel nostro tradizionale sale da cucina, come il cadmio ch'è stato trovato in alcune estrazioni in quantità pari a 9 mg/kg (il limite fissato dall'Oms è di 0.5 mg/kg).

Oltretutto questa sostanza è classificata come cancerogena; le quantità limite sono comunque di "sicurezza" non di "pericolo", vale a dire che dovremmo impegnarci tantissimo per farci venire un tumore assumendo sale rosa. Delle 84 sostanze che tale sostanza conterrebbe – secondo i suoi estimatori – gli studi in merito non ne contano più di una ventina, a seconda dei siti e degli strati di provenienza. A parte il caso potenzialmente negativo del cadmio, non si trovano sostanze che possano giustificare le proprietà benefiche sopra elencate, men che meno riguardo alle capacità erettili.