Ambiente

Legambiente Ance e risparmio idrico

Ance: Legambiente in confusione

La notizia che ANCE (l’associazione dei costruttori edili) Ragusa “ha chiesto alla Regione Sicilia l’annullamento in autotutela della variante al regolamento edilizio di Ragusa che detta poche e sacrosante regole di risparmio idrico” ha suscitato una veemente reazione da parte del circolo il Carrubo di Legambiente Ragusa, che si dice “sgomenta a tale notizia”.

Legambiente si chiede “dove è finita la responsabilità sociale delle imprese? ANCE Ragusa non si è accorta che l’acqua potabile è poca e soggetta a notevoli rischi e che va utilizzata con accortezza bandendo ogni spreco? Non si è accorta che in mezza Italia c’è l’emergenza idrica e in diverse regioni è stato dichiarato lo stato di calamità naturale, che in diversi comuni una volta ricchi di acqua c’è il razionamento dell’acqua e che la situazione in futuro peggiorerà a seguito del cambiamento climatico?”. Eppure, sottolinea il circolo Il Carrubo, “ANCE nazionale non è insensibile a questi problemi. Nel dossier sugli ecoquartieri curato dall’Ufficio Rapporti Comunitari dell’Ance e presentato a Brussels il 20 marzo 2013 indica come obiettivo ambientale da perseguire una migliore gestione dell’acqua (riduzione dei consumi e recupero dell’acqua piovana), gli stessi introdotti nel regolamento edilizio del comune di Ragusa”.

Peraltro, ricordano ancora gli ambientalisti cittadini, “quattro anni fa ANCE Ragusa sottoscrisse insieme a CNA e a Legambiente, alla presenza del vicepresidente nazionale di ANCE, un documento sulla sostenibilità ambientale delle città che ci sembrava, allora, l’inizio di un percorso condiviso verso un minor consumo di suolo, la riduzione dei consumi energetici e di quelli idrici nell’ottica di nuove opportunità per le imprese, benefici per l’ambiente e vantaggi per i cittadini”. Dopo una constatazione anche economica “così come le abitazioni a risparmio energetico valgono di più, anche quelle a risparmio idrico seguono lo stesso andamento di mercato ed è assolutamente da stolti ignorarlo”, Legambiente “invita ANCE Ragusa a recedere dalla sua iniziativa di bloccare il regolamento edilizio sul risparmio idrico e l’amministrazione comunale di Ragusa di dare mandato all’ufficio legale di opporsi. E’ il minimo che possa fare una amministrazione che vanta sensibilità ambientali”. Naturalmente la replica dell’associazione degli imprenditori edili è arrivata a tamburo battente, assicurando che “Ance è per il rispetto delle regole mentre Legambiente sarebbe in confusione”.

Nella nota a firma del presidente Sebastiano Caggia, dopo aver ironizzato sul “caldo afoso e sulle alte temperature che hanno fatto tra le prime vittime proprio Legambiente ed il suo circolo Il Carrubo” l’ Ance Ragusa pone alcuni punti fermi sotto forma di domande retoriche, ovvero “se può un regolamento edilizio essere modificato in variante senza alcun confronto con i cittadini, senza la dovuta e prescritta pubblicità al fine di consentire ai cittadini di produrre osservazioni, se può una variante al regolamento edilizio essere applicata retroattivamente, se può una variante del genere non prevedere un periodo transitorio, seppur breve, tale da consentire ai cittadini di procedere graduatamente con le nuove normative”. Dopo aver chiamato in causa l’amministrazione comunale che “ad ogni buon conto non si è degnata neppure di rispondere alle nostre note sull’argomento inviate nelle date dello scorso 11 maggio, 31 maggio, 7 giugno e 20 giugno” l’Ance “ha proposto istanza di annullamento in autotutela della deliberazione del Consiglio Comunale n°77 e, perdurando l’inerzia, proporrà ricorso al competente TAR”.

E per concludere l’associazione dei costruttori ribadisce che “i costruttori non sono abbagliati dal denaro e non sono contro il risparmio idrico, sono per la legalità e per il rispetto delle regole ….sempre, anche sotto questa tempesta di sole!”. A completamento della cronaca sulla importante questione, ricordiamo che quello delle modifiche al PRG della città nella direzione del risparmio idrico è stato un cavallo di battaglia della lista Partecipiamo e del suo leader Giovanni Iacono, consigliere comunale ed ex presidente del consesso cittadino. Iacono nel 2015 aveva presentato una iniziativa consiliare approvata dal consiglio che introduceva nel regolamento edilizio misure per ridurre i consumi idrici e quindi risparmiare fortemente (dal 60 all'80 %) nelle bollette idriche.

Dal momento che quelle modifiche non erano state applicate lo stesso Iacono, a febbraio scorso, aveva diffidato l'amministrazione comunale attraverso il prefetto e l'assessorato regionale e la regione con D.D.G. dell'assessorato regionale Ambiente n. 50 del 26/4/2017 aveva invece recepito, integralmente, le modifiche al regolamento, atto contro il quale ora l’ Ance intende ricorrere. Peraltro lo stesso Iacono in una intervista esclusiva a questo giornale aveva ribadito le proprie convinzioni e confermato il suo operato in materia di risparmio idrico. (da.di.)