Intervista

Ragusa, Iacono: la sanità decisa da politicanti

Interviene anche su regolamento idrico ed elezioni comunali

Le recentissime vicende della sanità ragusana, il regolamento idrico avversato da più parti, il sorgere del ‘civismo’ per le prossime elezioni comunali del 2018. Ne parla a 360 gradi il consigliere comunale di Partecipiamo Giovanni Iacono, già presidente del consiglio comunale, in questa intervista esclusiva concessa al Quotidiano di Ragusa. Consigliere Iacono, le riconosciamo il merito di aver visto bene in prospettiva. In questi anni lei è stato il più strenuo e qualificato oppositore del piano aziendale dell’Asp di Ragusa, utilizzando argomentazioni approfondite e specifiche che si sono rivelate più che fondate, ha difeso l'ospedale di Ragusa come ospedale di primo livello ed ha denunciato, subito dopo la conferenza stampa dell'ormai ex direttore generale Aricò con il suo cronoprogramma, che l'ospedale nuovo non era pronto. Anche su questo, ha avuto ragione, ma qual è oggi la situazione?

La situazione è che la sanità viene in gran parte decisa da politicanti, nelle diverse vesti, che non hanno la minima idea di cosa siano le politiche per la salute. Quel piano aziendale, di fatto, non era un piano aziendale, non conteneva una base dati che dovrebbe essere alla base motivazionale delle scelte ed era in palese contrasto con il decreto Balduzzi. Era contraddittorio perchè da un lato utilizzava la classificazione prevista nel decreto Balduzzi e quindi l'ospedale di Ragusa era classificato di primo livello e, dall'altro, l'ospedale veniva 'spogliato' o depotenziato di UOC ed UOS e penso a malattie infettive, otorinolaringoiatria, neurologia, gastroenterologia, ecc. Purtroppo si fanno i piani sanitari regionali prescindendo dalla conoscenza del bisogno di salute della popolazione. Le economie e i risparmi si dovrebbero ottenere non con i 'tagli' dei servizi ma non facendo ammalare le persone. Se un sistema sanitario vuole essere compatibile anche con le risorse economiche, deve fare in modo che le persone non si ammalino. Spesso si parla di riduzione del danno ma si dovrebbe puntare invece sulla prevenzione.

Dopo la conferenza stampa di Aricò sul trasferimento nel nuovo ospedale con il cronoprogramma, il 21 'questo', il 22 'quello', il 23 'quest'altro', il 26 inaugurazione con Crocetta, un gruppo di persone, 'liberi cittadini' ed io tra questi, hanno sentito il dovere di dire, 'guardate che l'ospedale nuovo' non è pronto, è tutto finalizzato alla scadenza del mandato del manager, bisogna fare il trasferimento ma rispettando le metodologie consolidate di trasferimento per casi analoghi ed abbiamo citato il caso del trasferimento dell'ospedale di Como. L'ospedale si trasferisce solo dopo avere collaudate ed efficienti tutte le reti e le certificazioni di sicurezza. Purtroppo, i fatti ci hanno dato ragione, ogni giorno le criticità si sono accavallate e le certificazioni non sono 'arrivate' e così una 'inaugurazione' si è trasformata in farsa e le nostre denunce in 'storia'. Adesso bisogna superare il 'guado' creato dalle frettolose scadenze di mandato e dai 'padrini' politici in campagna elettorale e completare bene e con tutti i requisiti di sicurezza e di efficienza l'ospedale che si chiama 'Giovanni Paolo II'. Deve essere un ospedale di primo livello con tutti i reparti previsti per tali ospedali. Bisogna anche avere chiaro cosa rimarrà al Maria Paternò Arezzo e garantire lì servizi e presidio di pronto soccorso per Ragusa Ibla e bisogna anche che la città venga informata sulla destinazione degli enormi locali dell'attuale ospedale civile perchè quella zona, storicamente pensata e costruita con il riferimento dell'ospedale, ha già subito molte 'mutilazioni' sociali e rischia di allargare il 'deserto' del centro storico. Un’ altra sua iniziativa è stata l’ innovativa modifica al regolamento edilizio che ha introdotto una serie di misure per il risparmio idrico ma, sembra, che la giunta a 5 stelle, voglia annullare in autotutela le modifiche stesse.

Si, una situazione inverosimile, direi emblematica, per capire come viene mal 'governata' questa città, e vergognosa se si pensa al momento di piena emergenza idrica e di siccità che si sta vivendo. Il 12 novembre 2015 il Consiglio Comunale ha approvato una mia iniziativa consiliare che introduce nel regolamento edilizio misure per ridurre i consumi idrici e quindi risparmiare fortemente (dal 60 all'80 %) nelle bollette idriche. Quelle modifiche non sono state, illegittimamente ed ingiustificatamente, applicate per quasi un anno e mezzo. Ho dovuto diffidare a febbraio 2017 l'amministrazione comunale attraverso il prefetto e l'assessorato regionale e la regione con D.D.G. dell'assessorato regionale Ambiente n. 50 del 26/4/2017 ha recepito, integralmente, le modifiche al regolamento. Adesso l'associazione dei costruttori ha chiesto all'amministrazione di 'annullare in autotutela' l'atto e, sembra, che questa richiesta sia stata, in qualche modo, 'suggerita' dall'interno stesso del Comune. Ipotesi che appare abbastanza verosimile e che, spero, i fatti possano smentire! A questa richiesta, di fatto, si sono già opposti un gruppo di Cittadini che hanno rivendicato, invece, la valenza e l'importanza di queste modifiche che consentono, per le nuove concessioni e ristrutturazioni, il riutilizzo delle acque piovane, l'utilizzo delle acque grigie per gli scarichi del bagno con grande risparmio di acqua potabile, l'utilizzo dei riduttori di flusso ecc. ecc. ed hanno presentato formale richiesta di accesso civico agli atti richiedendo l'esibizione delle pratiche edilizie rilasciate, nel periodo di entrata in vigore del nuovo regolamento. Un segnale di speranza, significa che cittadini, liberi, stanno reagendo e si stanno organizzando. Diceva Oscar Wilde che tutto accade mentre noi pensiamo ad altro, mentre lei si occupa di cose concrete, sta costantemente "sul campo" vi sono altre persone che sono in campagna elettorale e pensiamo che c'è già una candidatura, ufficiale, a sindaco, che è quella di Massari.

Approfitto di questo dialogo con voi e vi ringrazio per avermi dato questa possibilità perchè mi consente anche di dire la mia sulla candidatura di Giorgio Massari. Ritengo che l'iniziativa di Giorgio sia autorevole e meriti attenzione ma penso che più che una auto-candidatura sia una "disponibilità" a candidarsi. Non appena Giorgio ha manifestato l'idea di lasciare il PD e promuovere una lista civica ha subito attacchi personali scomposti e, verbalmente, squadristici che denotano la vera differenza tra un 'nuovismo' di facciata e un impegno che può essere 'datato' ed è un bene non certo un male ed è, da sempre, serio, onesto, intelligente. Quindi, benvenuto a Giorgio Massari nel 'civismo' politico, scelta che noi abbiamo fatto già quattro anni fa e benvenuta la sua disponibilità a mettersi in gioco, non certo in maniera autorefenziale, non certo in solitudine ma da inquadrare in un percorso di condivisione credibile non 'ad usum elezioni' per una vera rivoluzione per la città che amiamo e per la quale, ancora, ci appassioniamo e ci impegniamo!