Sanità

Apertura Nuovo ospedale Ragusa: voci incontrollate

Finanza e mancato trasferimento dei pazienti

Una ridda di voci incontrollate sta facendo da contorno all’apertura del Nuovo Ospedale di Ragusa (che fin dalla posa della prima pietra nel 2005 era stato battezzato come “Giovanni Paolo II°”).

Secondo il croniprogramma illustrato in conferenza stampa dal Direttore Generale Maurizio Aricò, e immediatamente dopo pubblicizzato anche con comunicati aziendali ufficiali, in questa settimana, per l’esattezza da ieri, martedì 20 giugno, si sarebbe inziato il trasferimento dei reparti di degenza e dei servizi sanitari di supporto, da completare entro la settimana in corso, tanto da rendere possibile l’inaugurazione ufficiale lunedì prossimo, alla presenza del governatore di Sicilia Rosario Crocetta. Eppure già da ieri si è scatenata una tempesta di voci incontrollate (e probabilmente incontrollabili) a cominciare da una presenza di uomini della Guardia di Finanza, presenza immediatamente confermata da una nota dell’Asp di Ragusa riconducendola però a normali controlli di procedure di carte e di documentazioni sui quali la direzione strategica avrebbe fornito completa collaborazione.

Ma nella giornata di martedì, mentre i primi reparti di degenza e cura sarebbero dovuti essere operativi, malati compresi, senza che invece ciò si sia verificato, le voci si sono scatenate in un susseguirsi parossistico: nuova presenza degli uomini della guardia di finanza, blocco del trasferimento dei pazienti, addirittura sigilli apposti all’imponente struttura del nosocomio, e chi più ne ha più ne metta. Certamente l’apertura di una così straordinaria struttura sanitaria, sicuro punto di riferimento per l’intera provincia iblea ma anche per i territori limitrofi sia ai confini occidentali che orientali, si configura come un fatto epocale e probabilmente può suscitare malumori, invidie, acerrime opposizioni e conseguenti tentativi di mettere i bastoni tra le ruote alla sua apertura.

Per cui un consiglio ci permetteremmo di dare al manager Aricò e ai suoi diretti collaboratori: rendere edotta la popolazione iblea di ogni passo avanti che si andrà a compiere, informare continuamente e capilllarmente i cittadini dei risultati conseguiti, dei trasferimenti effettuati man mano che si concretizzano e dare contezza, perchè no, anche degli ostacoli o dei ritardi che, inevitabilmente, si incontrano. Solo così, riteniamo, l’attuale direzione strategica potrà qualificare il proprio lavoro e qualificarsi come artefice di questa, ripetiamo, impresa epocale.