Cronaca

Caso Modica, telecamere in asilo: il no del Senato

Maestre rinviate a giudizio per maltrattamenti

Posto il fatto che c'è una magistratura inquirente che valuterà nelle sedi opportune le eventuali responsabilità e la gravità di quanto accaduto, era inevitabile che il caso dell'asilo modicano, assurto agli onori della cronaca nazionale, riproponesse il dibattito sulla opportunità o meno di installare delle telecamere nei luoghi sensibili come gli asili e le strutture che ospitano anziani e disabili.

Anche a livello locale, dopo lo sdegno espresso dal sindaco Ignazio Abbate che nel suo intervento ha voluto rimarcare anche la grande responsabilità che ogni singolo operatore del mondo scolastico ha nei confronti dei nostri figli e che questa vicenda non può inquinare quanto di buono fa la quasi totalità del corpo insegnanti ad ogni livello, si è registrato l'intervento del consigliere comunale Tato Cavallino che rivolgendosi al primo cittadino ha chiesto l'installazione di telecamere negli asili. Ricordiamo però che il relativo disegno di legge approvato il 19 ottobre dello scorso anno dalla Camera, che conteneva anche la proposta di legge del deputato nazionale Nino MInardo, relativo a “Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno di minori negli asili nido e nelle scuola dell’infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità”, è bloccato al Senato.

La settima Commissione Istruzione e Beni Culturali ha infatti espresso parere contrario ritenendo che il provvedimento di installare telecamere in scuole e istituti sanitari e assistenziali sia dettato dalla necessità di dare immediatamente risposte ad eventi casuali ma, senza riflettere bene sui fatti, c'è il rischio che la legge risulti disorganica, che rechi visioni distorte dei reali problemi in quanto ispirate all'emozione e all'emergenza momentanea. Inoltre, sempre secondo l'esame della Commissione, il provvedimento si sovrapporrebbe ad altre leggi in merito allo stesso argomento. Le telecamere, qualora ce ne fosse la necessità, verrebbero comunque installate su iniziativa della magistratura, quindi, il bisogno di apposite leggi in materia sarebbe inopportuno ed eccessivo.

Ma c'è un'altra motivazione ancora, le telecamere in scuole dell'infanzia e asili nido, potrebbero significare un fallimento per la scuola in quanto non ritenuta capace di prevenire e evitare abusi e maltrattamenti ai danni degli alunni. La Commissione ha poi bocciato la possibilità di una valutazione attitudinale del personale che opera nelle scuole, in quanto insegnanti ed educatori hanno già compiuto percorsi formativi. Le motivazioni saranno discutibili ma al momento il parere resta contrario. 

 

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