Giornata del Rifugiato

Nei panni dell'altro a Ragusa

Nella chiesa del Collegio di Maria Santissima Addolorata

"Nei panni dell’altro" è il nome della mostra che sarà inaugurata il 20 giugno, in occasione della Giornata del Rifugiato, nella chiesa del Collegio di Maria Santissima Addolorata a Ragusa.

Si tratta dell’esposizione di modelli realizzati dagli ospiti dei centri accoglienza Famiglia Amica di Ragusa e Borgo Tresauro Ragusa durante il corso di un laboratorio di pittura su stoffa e rielaborazione sartoriale, realizzato in collaborazione con Loredana Rocassalva, designer siciliana molto attenta al tema dei migranti e coinvolta in molte iniziative di solidarietà creativa. "Il progetto ha impegnato 20 rifugiati per dieci settimane per un totale di 60 ore" spiega il responsabile e direttore creativo Giampiero Carta.

“Questa prima fase è stata caratterizzata da un duplice obiettivo: formare gli ospiti, fornendo loro strumenti professionali utili nel percorso di inserimento sociale, e valorizzare il patrimonio culturale ed estetico di cui essi stessi sono portatori, per arrivare, nel futuro, alla realizzazione di una linea di abiti e accessori”. Loredana Roccasalva affida all’esposizione finale un messaggio di positività, una sorta di “inno alla gioia e al colore” in memoria di chi non ce l’ha fatta, dedicando a loro tre tele e celebrando contemporaneamente chi è arrivato e vive la sua quotidianità con i siciliani. Il progetto, finanziato parzialmente dallo SPRAR, è stato realizzato grazie alla collaborazione e alla generosità di commercianti, imprenditori e privati cittadini.

La voce di alcuni protagonisti: Jara viene dal Benin: “Mi piace molto disegnare e sono contento di frequentare questo laboratorio perché mi ha permesso di conoscere nuove tecniche pittoriche. Mi piacerebbe che questa mia passione diventasse un lavoro”. Absalam, dal Niger, racconta: “All'inizio non ero contento di partecipare a questo progetto, ma con il tempo ho apprezzato questo tipo di attività che ci permette di stare insieme e di occupare il nostro tempo in modo utile e costruttivo”. Babaiunde, dalla Nigeria: “Questo laboratorio è importante per il confronto tra le diverse culture perché ci permette di essere impegnati. Non era forse quello che immaginavo quando sono arrivato in Italia, ma adesso sono molto affascinato da queste attività. Spero possano diventare un lavoro”.