Tradizione

A Ragusa si celebra Sant'Antonio di Padova

Martedì 13 giugno

“Qui, in terra, l'occhio dell'anima è l'amore, il solo valido a superare ogni velo. Dove l'intelletto s'arresta, procede l'amore che con il suo calore porta all'unione con Dio”.

E’ con questa frase di Sant’Antonio di Padova che il direttore dell’ufficio diocesano per la Pastorale della Salute, don Giorgio Occhipinti, introduce un’ulteriore iniziativa a favore delle fragilità. Martedì 13 giugno, memoria liturgica del santo, nella cappella dell’ospedale Civile di Ragusa sarà celebrata la santa messa con la benedizione del pane. La celebrazione eucaristica sarà partecipata e animata dagli ospiti e dagli operatori del Centro diurno Alzheimer che per l’occasione prepareranno il pane per la benedizione e la distribuzione ai malati e ai fedeli presenti. L’appuntamento si terrà a partire dalle 10. Per l’occasione sarà collocato in cappella anche un simulacro di Sant’Antonio.

Alla celebrazione eucaristica saranno presenti anche don Giuseppe Ramondazzo, cappellano della polizia, e don Salvatore Giaquinta, cappellano dell’ospedale Maria Paternò Arezzo. Ma qual è il significato della benedizione del pane? La vicenda di Tommasino è significativa. E’ un bimbo di 20 mesi: la madre lo lascia in casa da solo a giocare e lo ritrova poco dopo senza vita, affogato in un mastello d’acqua. Disperata invoca l’aiuto del santo e nella sua preghiera fa un voto: se otterrà la grazia donerà ai poveri tanto pane quanto è il peso del bambino. Il figlio torna miracolosamente in vita e nasce così la tradizione del «pondus pueri», una preghiera con la quale i genitori in cambio di protezione per i propri figli promettevano a Sant’Antonio tanto pane quanto fosse il loro peso.

Forse non tutti sanno che questo miracolo è all’origine dell’Opera del Pane dei Poveri e poi della Caritas Antoniana, le organizzazioni antoniane che si occupano di portare cibo, generi di prima necessità e assistenza ai poveri di tutto il mondo.