Supermercato

Ragusa, pericolo licenziamenti Ipercoop

Il primo segnale era stato lanciato dalla Fisascat Cisl

La ventilata chiusura del supermercato Ipercoop allocato presso un grosso centro commerciale ragusano e la conseguente messa in pericolo di posti di lavoro da una parte suscita l’allarme delle forze sindacali e dall’altra provoca sterili polemiche all’interno della politica cittadina.

Giusto per andare in ordine cronologico, il primo segnale di emergenza era stato acceso dalla Fisascat Cisl che per bocca del suo segretario generale di Siracusa-Ragusa, Teresa Pintacorona, e del segretario territoriale di Ragusa, Salvatore Scannavino, aveva “preso atto con rammarico dell’annuncio fatto da Coop Sicilia concernente la presenza di 273 esuberi nell’intera isola e che, purtroppo, riguarderanno anche l’Ipercoop di Ragusa (al Centro commerciale ibleo) dove, a quanto ci è stato comunicato, si rischia la chiusura”. Pintacorona e Scannavino avevano pertanto assicurato che “ci adopereremo per ottenere delucidazioni in proposito e, soprattutto, per avviare, se necessario, una nuova stagione di lotta che ci consenta di limitare il più possibile i danni”.

Ed in proposito l’organizzazione di categoria della Cisl rivendica che “la nostra azione sindacale, per quanto riguarda un’altra vertenza simile, i lavoratori del supermercato a marchio Conad ospitato in seno al centro commerciale Le Masserie, ha sortito gli effetti sperati” e promette che “ci adopereremo, se sarà necessario, per evitare che il personale di Coop Sicilia operativo a Ragusa, dove sono attivi 83 dipendenti, perda il contatto con la propria realtà occupazionale”. Ed è a questo punto che la politica entra in gioco. Massimo Agosta e Maurizio Stevanato, consiglieri comunali del Movimento 5 stelle lanciano la loro di proposta, sollecitando “l’immediata convocazione di un tavolo di crisi che affronti questa e altre emergenze occupazionali della città.

Insieme al Prefetto e alle forze sindacali e alle autorità competenti in materia di lavoro e occupazione, nonché con la presenza dei responsabili dei centri commerciali e delle catene della grande distribuzione, e delle associazioni datoriali, occorre identificare, prima di tutto i motivi della crisi che minacciano la chiusura di importanti punti vendita che possono trascinare altre attività verso uno stato di crisi permanente e irreversibile”. Secondo i due esponenti grillini (chissaperchè gli unici deputati a intervenire pubblicamente in questa ed in altre vicende, nel totale silenzio del restante gruppo consiliare pentastellato e spesso anche dell’amministrazione),”occorre identificare le motivazioni delle criticità che concorrono alle contemporanee difficoltà che, a quanto pare, riguardano in particolare il settore della grande distribuzione alimentare. Occorre trovare possibili soluzioni e ipotesi di sostegno alle aziende per permettere di continuare ad assicurare i livelli occupazionali. Pertanto, già da lunedì lavoreremo per l’istituzione del tavolo, con il coinvolgimento dei vertici dell’amministrazione e delle forze politiche presenti in Consiglio Comunale, per verificare, da subito, le possibili ipotesi di soluzione della annunciata vertenza”.

Tuttavia su questa proposta arriva immediatamente il distinguo dei due consiglieri del Pd Mario D’Asta e Mario Chiavola, secondo i quali “il tavolo pluritematico sulla crisi non serve a niente. Rischieremmo di sovrapporci ai sindacati. Piuttosto, deve essere l’Amministrazione comunale, e perché ciò accada non dovrebbero servire le forze politiche ad inoltrare solleciti in proposito, ad intestarsi autonomamente l’attivazione di un percorso teso a chiedere spiegazioni, conto e ragione a Coop Sicilia circa la presumibile chiusura dell’Ipercoop e la potenziale perdita di lavoro in carico a 83 persone”. Altrettanto immediata la controreplica di Agosta e Stevanato, che evidenziano quella che ritengono “la contraddizione” che emerge dalla nota stampa di D’Asta e Chiavola. E ricordano “comunicati stampa e interventi in Consiglio Comunale, del consigliere D’Asta, a difesa dei livelli occupazionali di diverse categorie di lavoratori, proponendo ogni tipo di coinvolgimento, anche in barba all’azione che, contestualmente, veniva attuata dai sindacati”.

I due consiglieri grillini confermano piuttosto che “la finalità della nostra iniziativa proposta è quella di una analisi diffusa sulle motivazioni della crisi occupazionale, che nulla vuole inficiare dell’azione del sindacato a proposito della tutela dei livelli occupazionali”. Infine, sulla vicenda chiusura Ipercoop e ventilato licenziamento del personale, interviene Peppe Calabrese, nella qualità di “dirigente nazionale Pd” (come si autodefinisce). Dopo aver espresso “piena solidarietà nei confronti dei lavoratori, assieme alle rispettive famiglie, che rischiano il posto di lavoro dopo la ventilata decisione comunicata dai vertici di Ipercoop in merito agli esuberi riguardanti il punto vendita di Ragusa”, Calabrese sostiene che “adesso più che mai, occorre una forte sinergia sul territorio tra sindacato unitario e politica tutta senza distinzione di appartenenza con l'obiettivo comune di trovare una soluzione che accontenti tutti e non crei danno all'azienda” ed assicura che “come Partito Democratico, a tutti i livelli, ci siamo già attivati per cercare di affrontare e risolvere il problema. La deputazione locale si è messa in moto e tutti insieme cercheremo di coinvolgere chi di competenza, per scongiurare un epilogo drammatico”. (da.di.)