Stato

La legge elettorale

L'unico tema di cui parlano i politici

Dall’ultima settimana di maggio, ma finirà solo a fine settembre, l’unico tema di cui parlano i politici italiani è quello della legge elettorale che sembra aver miracolosamente trovato la convergenza fra i tre maggiori partiti ,ossia il Pd, Forza Italia, Movimento 5 stelle ed il nulla osta imprevisto della Lega di Salvini attorno al sistema elettorale tedesco che in estrema sintesi prevede l’assegnazione dei seggi in base ai voti espressi dagli elettori ovvero il sistema proporzionale.

La prima osservazione che viene da fare è che non ci sarebbe stato alcun motivo di disturbare i tedeschi per copiarne una legge che in verità fino a qualche giorno fa tutti criticavano aspramente asserendo che la legge elettorale giusta per l’Italia sarebbe stata quella maggioritaria. Ma sapendo ormai da tempo quanto siano coerenti i nostri politici,non mi stupisce più di tanto che si continui a cambiare opinione dalla sera al mattino se tale cambiamento presuppone il mantenimento del loro potere. Già solo per questo sarebbe stato più opportuno chiamare la legge elettorale “trovata all’italiana” e gli elettori avrebbero capito meglio che si trattava dell’ennesima legge mirata alla tutela dei loro interessi piuttosto che a quelli del Paese.

Ma perché un’accelerazione tanto imprevedibile quanto inopportuna per varare una legge che consenta al più presto di chiamare gli italiani alle urne e sulla quale si trova un immediato consenso tra le diverse forze politiche? La risposta è più chiara di quanto potrebbe sembrare : i tre maggiori partiti che i sondaggi danno alla pari attorno al 30% , presuntuosamente, ciascuno di loro pensa che una campagna elettorale improntata come sempre a promesse che nessuno potrà mantenere, data la grave situazione dell’Italia, potrà andare oltre i sondaggi ed arrivare al Governo del Paese. Ma soprattutto il Pd ,forza di maggioranza al Governo,sa bene che entro dicembre dovrà approntare una manovra finanziaria lacrime e sangue che prevede di trovare 30 miliardi di euro reperibili soltanto con l’aumento delle aliquote iva e con l’inasprimento di alcune tasse impopolari e quindi sconvenienti ai fini elettorali.

Queste considerazioni dei furboni politici, anche se per motivi diversi, impongono al Pd di anticipare le elezioni politiche per evitare un insuccesso ove si rispettasse la fine naturale della legislatura, alle altre forze per il convincimento di poter sfruttare un momento a loro favorevole conseguente alle mancate risposte del Governo in carica. Unico dato confortante di questo pasticcio all’italiana del quale miracolosamente all’improvviso si dicono entusiaste tutte le maggiori forze politiche è lo sbarramento al 5% che impedirà a partitini del 2% , dello zero virgola, di entrare in Parlamento com’è stato fino ad oggi , condizionando spesso scelte di chi aveva raggiunto la maggioranza ma che in alcuni passaggi parlamentari sarebbe potuta andare in crisi senza la stampella di questi micro-partiti.

Insomma, come al solito, assistiamo a comportamenti che nulla hanno a che vedere con i reali interessi del Paese, eppure, come nel passato, ancora una volta in autunno si andrà alle urne, nonostante fino alla scorsa settimana il Pd dicesse tutti i giorni di supportare sino alla fine della legislatura il Premier Gentiloni, e molti continueranno a dare il loro consenso a chi ha già palesemente dimostrato di curare solo il proprio interesse. Molti italiani andrebbero curati per memoria corta!