Migranti

Nuovo centro accoglienza a Scicli provoca proteste

Convenzione con la cooperativa Sirio di Ragusa

La delibera di giunta del Comune di Scicli n.38 del 25.5.2017 relativa allo schema di convenzione, con la cooperativa Sirio di Ragusa, per l’accoglienza di minori stranieri presso la struttura di accoglienza ad alta specializzazione sita in contrada Gambacorta a Scicli non è piaciuta affatto al Gruppo Forza Italia Scicli- Modica e a Rivoluziona Scicli che hanno diffuso una nota congiunta per spiegare tutto il loro disappunto.

"La politica dell’accoglienza ad oltranza è un’ imposizione intollerabile!" si legge nella nota a firma di Maria Borgia e Rossella Fede che commentano così il parere favorevole dato dall’amministrazione Giannone al centro di accoglienza. “Conosco contrada Gambacorta, perché ci sono nata e vissuta insieme alla mia famiglia che vive ancora li, posso garantire che nessuno, dei residenti è stato reso partecipe ed al corrente di quanto era nei programmi amministrativi, infatti la struttura, fino a pochi giorni fa risultava essere una casa di riposo per anziani, e non certo un sito ad alta specializzazione" scrive Maria Borgia del Gruppo FI, un cambio di destinazione che ha colto di sorpresa molti tra i residenti e che secondo la nota, desta parecchia preoccupazione tra i residenti.

Secondo quanto si legge nella nota, l’immobile di vecchia costruzione, non si presterebbe affatto agli standard strutturali perché, a detta di alcuni ex operatori assistenziali, i tetti avrebbero delle crepe e non sarebbe stata effettuata recentemente alcuna ristrutturazione. La nota accusa l'amministrazione di non promuovere integrazione, ma imposizione di un contesto multiculturale, a cui Scicli non sarebbe preparata e denuncia il rischio di uomini che possano vagare per la campagna senza specifici controlli, in una zona che non possiede nemmeno una adeguata illuminazione pubblica. Il Gruppo Forza Italia Scicli – Modica e il Movimento Rivoluziona Scicli intendono chiedere agli uffici della Prefettura, di fare chiarezza sugli standard strutturali e sull’ubicazione del centro, che potrebbe non essere compatibile con il contesto urbano identificato in contrada Gambacorta e annunciano la possibilità di organizzare, insieme ai residenti, un presidio di protesta permanente.