Sanità

Giornata mondiale sul tumore ovarico

Il sesto tumore più diagnosticato e con più alto tasso di mortalità

Si celebra oggi in tutto il mondo la 5a Giornata sul Tumore Ovarico e Roche rinnova il suo impegno nella lotta contro i tumori femminili per i quali ha contribuito a ripensare i trattamenti attraverso un investimento in ricerca che solo in Italia nel 2016 è stato pari a più di un terzo dell’intero investimento in R&D in oncologia.

A Milano sono 107 le associazioni pazienti di 31 Paesi, impegnate in una forte azione globale per sensibilizzare l’opinione pubblica e le donne di ogni età nei confronti del carcinoma ovarico, subdolo e silente, il sesto tumore più diagnosticato tra le donne e quello con il più alto tasso di mortalità, 60-70%, che lo rende una delle prime 5 cause di morte per tumore tra le donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni. La Giornata Mondiale contro il Tumore Ovarico è promossa e coordinata dal Comitato Internazionale – nel quale il nostro Paese è rappresentato da ACTO onlus - Alleanza contro il Tumore Ovarico – con l’obiettivo di dare voce a tutte le donne del mondo, far conoscere la malattia e favorire lo scambio di esperienze fra le pazienti di ogni nazione aderente.

Roche, leader mondiale nella ricerca e sviluppo di nuove opzioni terapeutiche in oncologia, coglie questa importante occasione per rinnovare il suo impegno nella battaglia contro i tumori femminili, in particolare il tumore dell’ovaio e riaffermare l’alleanza che l’Azienda porta avanti insieme ad ACTO onlus con il progetto “Sguardi d’energia”, ospitato nei principali Centri oncologici italiani per rispondere al bisogno della donna con tumore ovarico di mantenere la sua integrità come persona e ritrovare l’attenzione quotidiana alla propria femminilità, e per informare e sensibilizzare l’opinione pubblica su questa temibile neoplasia. “Siamo convinti che per un’azienda come Roche, impegnata nella ricerca sui tumori e leader in oncologia, sia d’obbligo collaborare con le Associazioni dei pazienti per offrire alle donne un supporto che vada oltre alla ricerca scientifica e che si concretizzi in progetti capaci da un lato di diffondere una corretta informazione soprattutto sui sintomi precoci della malattia, dall’altro di sostenere queste donne che quotidianamente vivono il peso del tumore mettendo a disposizione dei servizi che possano migliorare il loro benessere psico-fisico e di conseguenza la loro Qualità della Vita – dichiara Maurizio de Cicco, Presidente e Amministratore Delegato di Roche Spa – l’informazione, la collaborazione e la ricerca sono a nostro avviso tre pilastri fondamentali per la lotta ad ogni forma di tumore. Abbiamo, quindi, accolto con grande favore il progetto “Sguardi d’energia”, promosso da ACTO onlus, e lo abbiamo sostenuto con convinzione in questi anni, certi che solo così la lotta contro questo tumore gravissimo possa diventare una priorità condivisa da tutti”.

“Il tumore dell’ovaio colpisce profondamente la donna anche sotto il profilo psicologico in quanto ne ferisce profondamente la femminilità e l’identità – afferma Nicoletta Cerana, Presidente di ACTO onlus – Alleanza contro il Tumore Ovarico – queste ferite psicologiche mettono a dura prova la capacità delle pazienti di affrontare la sofferenza fisica e di rispondere al meglio alle cure. Occorre pertanto aiutarle a superare non solo la malattia ma anche i drammatici mutamenti estetici del corpo che ne accompagnano il percorso. “Sguardi d’energia” è nata proprio per superare queste problematiche e il successo riscontrato nelle prime due stagioni lo ha confermato. Per questo oggi ripartiamo con grande entusiasmo per la terza stagione e lo facciamo insieme al nostro partner Roche e nella giornata più importante per noi: la Giornata Mondiale sul Tumore Ovarico”.

Nel primo biennio di vita di “Sguardi d’energia” sono 734 le pazienti che hanno partecipato alle settimane di oncoestetica organizzate a Milano, Roma, Bari, Napoli, Modena, Catania e Pisa. La pagina Facebook di Sguardi d’energia conta quasi 8.000 like; circa 600.000 le visualizzazioni dei video della campagna. In Italia 50.000 donne convivono con un tumore ovarico, le nuove diagnosi sono circa 6.000 all’anno con numeri in forte rialzo, a questo si aggiunge un dato molto preoccupante: secondo un’indagine condotta da ACTO onlus, 6 italiane su 10 non conoscono questa patologia, oltre il 70% ignora i sintomi e non sa a quali esami ginecologici dovrebbe sottoporsi per scoprirla in tempo. Per tale motivo la diagnosi nella maggior parte dei casi arriva sempre tardi quando la malattia è in fase avanzata.

“Il tumore ovarico si caratterizza sia per essere ancora oggi poco conosciuto persino dagli stessi medici sia per l’aspecificità della sintomatologia – spiega Nicoletta Colombo, Direttore Programma Ginecologia Oncologica, Istituto Europeo di Oncologia, Milano, Professore Associato di Ostetricia e Ginecologia, Università degli Studi di Milano-Bicocca e Membro del Consiglio Direttivo ACTO onlus – i pochi segni in qualche modo collegati alla sua insorgenza, quali gonfiore e dolore addominale e difficoltà ad andare in bagno, sono campanelli d’allarme che se persistenti dovrebbero indurre la donna a parlarne con il ginecologo, il quale a sua volta dovrebbe almeno considerare la possibilità di un tumore ovarico e sottoporre la paziente ad una visita ginecologica accurata e subito dopo ad un’ecografia transvaginale e addominale. Una diagnosi tempestiva sarebbe fondamentale: infatti, quando il tumore è limitato ancora all’ovaio la prospettiva di guarigione cambia completamente e la sopravvivenza a 5 anni è del 70-90%”. Dal punto di vista della terapia del tumore ovarico, grandi passi sono stati fatti negli ultimi anni, grazie all’avvento delle terapie anti-angiogeniche, come bevacizumab, che impediscono al tumore di crescere e diffondersi, bloccando la neoformazione vascolare che alimenta il tumore. Inoltre, per le pazienti affette da tumore ovarico e con mutazione BRCA 1 e 2, esistono ulteriori terapie come i PARP inibitori.