Lettera aperta

Paura a Chiaramonte Gulfi per cani randagi: lettera al Prefetto

Sebastiano Gurrieri scrive al Prefetto Carmela Librizzi

Una lettera aperta depositata in Prefettura a Ragusa per denunciare la presenza di numerosi cani che si trovano all’interno di uno spazio privato in contrada Bellomo, nel territorio di Chiaramonte Gulfi.

E’ quella scritta dall’onorevole Sebastiano Gurrieri e indirizzata al Prefetto Carmela Librizzi. Nella lettera viene evidenziato che l'Asp ha dichiarato il suddetto spazio privato non idoneo ai tanti cani che tra l’altro stanno causando grande preoccupazione tra i residenti. In due casi, infatti, i cani sono riusciti a fuggire dal recinto e hanno inseguito, e quasi aggredito, due persone. Ecco la lettera: “Illustrissimo Signor Prefetto, la vicenda della casa privata trasformata in rifugio-canile in c.da Bellomo a Chiaramonte Gulfi continua a costituire ad oggi motivo di preoccupazione per l’incolumità dei residenti. Da qualche anno, come S.E. sa, il Comune di Chiaramonte ha affidato la custodia dei cani randagi ad un cittadino, che ha una proprietà di circa 5000 mt quadrati con recinzione non completamente idonea, dove i cani sono lasciati liberi e utilizzano la casa di abitazione e altre pertinenze come rifugio.

A dicembre 2016 i familiari di questo signore informavano il Comune di Chiaramonte che il loro congiunto, infortunatosi a seguito di un incidente stradale, non era più in grado di accudire gli animali. Dal mese di Marzo c’è anche un susseguirsi di atti ufficiali e articoli di stampa sulla vicenda che Le riporto qui di seguito: 23 Marzo interrogazione dei consiglieri Terlato Cristina e Gurrieri Giancarlo al Sindaco relativa alla tutela dell’incolumità pubblica in c.da Bellomo dal momento che un residente il 14 marzo era stato inseguito da un gruppo di cani fuoriusciti dal recinto della “ casa-canile” ed era finito al P.T.E di Chiaramonte, dove gli è stato refertato un “forte stress emotivo”; 24 marzo, verbale di sopralluogo e parere del ASP a seguito dell’interrogazione: il parere non è favorevole alla permanenza nel sito degli animali, in tutto 18, e si “ribadisce che i cani di proprietà del Comune di Chiaramonte, devono essere ricoverati in una struttura di detenzione autorizzata” vista l’inidoneità del il sito; 24 marzo Lettera dei consiglieri a S.E. per informarla della vicenda; 1° Aprile e 2 Aprile articoli di stampa sul quotidiano La Sicilia; 6 aprile sul quotidiano La Sicilia si apprende di Lettera di 22 residenti in contrada Bellomo per invitarLa a intervenire sulla vicenda.

Il Comune, nel frattempo, non si è però preoccupato di spostare i cani presso strutture idonee, o meglio a fine aprile, costretto dall’interrogazione dei consiglieri comunali, presentata il 23 di Marzo, ha dovuto provvedere ma non in maniera risolutiva. I residenti, infatti, sostengono che nella struttura vi sono ancora cani, cosa peraltro confermata dallo stesso Sindaco che nella risposta all’interrogazione dei consiglieri dichiara che solo 11 animali sono stati trasferiti. In teoria ne rimarrebbero ricoverati pertanto 7, ma in pratica sono almeno 13 i cani ancora presenti nel sito, il che fa presumere che in origine erano più di 18 o che nel frattempo altri randagi vi hanno trovato rifugio.

Ora, Illustrissimo Signor Prefetto, dato che si tratta di incolumità pubblica e che, a detta dei residenti i cani sono diventati sempre più aggressivi e pericolosi e che si sono registrati almeno due casi, quello di un bambino di 5 anni, quasi azzannato da un randagio fuggito dal sito e salvato dal padre, e quello del signore finito al Pte sanitario inseguito da un branco di 5 cani, non si può più aspettare. Pertanto visto che la vicenda non solo è serissima, riportando alla mente il tragico episodio di qualche anno fa del bambino sbranato da randagi a Sampieri, ma è anche sotto i riflettori già dal 23 Marzo, visto che tutto quello che si poteva fare in termini di azioni per indurre il Sindaco ad eliminare la situazione di pericolo si è fatto, ma i cani sono ancora lì, non ci si deve lamentare se il sottoscritto, investirà la Procura della Repubblica, con un esposto se entro 10 giorni tutti i cani ancora presenti nel sito non saranno trasferiti”.