Politica

Si parla tanto di politici, ma dove sono?

Continuano a recitare da decenni un copione

Viviamo in un tempo in cui non solo nelle televisioni e sulle pagine di tutti i giornali il tema dominante è quello della politica e di chi ne fa parte, ma anche tra i comuni cittadini cresce sempre di più la voglia di confrontarsi sui fatti e soprattutto sui misfatti posti in essere da coloro che dovrebbero rappresentare la popolazione del nostro Paese.

Sempre più spesso mi chiedo se valga la pena dedicare del tempo a questi "marpioni" che continuano da decenni a recitare un copione che sappiamo tutti non andrà mai in scena, e tuttavia, poiché alcune loro affermazioni indignano il comune buonsenso, si finisce sempre con il continuare a parlarne seppur con la consapevolezza che la nostra battaglia di civiltà è una lotta ad armi impari che non porterà a nessun risultato. Negli ultimi mesi e più esattamente dal 5 dicembre 2016, giorno successivo al referendum costituzionale che ha decretato il fallimento dell’ex Premier Matteo Renzi dimessosi infatti da capo del Governo e da Segretario del Pd, all’interno di quello che è stato il più grande partito in Italia è avvenuto un vero terremoto culminato con la scissione di alcuni esponenti storici del partito frazionatisi in diversi movimenti.

Sebbene molti elementi inducano a pensare che la legislatura giungerà alla sua fine naturale, di fatto, tutti sono già in campagna elettorale, quasi un anno prima rispetto a quando si andrà a votare. Nelle scorse settimane al Lingotto di Torino, Matteo Renzi con la sfrontatezza che lo caratterizza dice ai suoi che la sicurezza è un fatto di sinistra e che il lavoro sarà la questione prioritaria del suo Governo, nel caso vincesse. A questo parolaio vorrei ricordare che la sicurezza dei cittadini non è né di destra né di sinistra ma un preciso dovere di chi governa varare leggi che facciano sentire il cittadino sicuro in casa propria; vorrei che capisse inoltre che il lavoro è un diritto fondamentale dei cittadini sancito dalla Costituzione e vorrei che spiegasse agli italiani come mai il lavoro diventerà la priorità del suo eventuale prossimo Governo e non lo sia stato durante i mille giorni in cui ha governato.

Nel 2014 sono stati oltre 90mila gli italiani che hanno cambiato residenza, più della metà dei quali under 40. Le principali mete di destinazione sono state Regno Unito, Germania e Svizzera. Milano è la città da cui si parte di più, ma il fenomeno è maggiormente in crescita a Roma, Palermo e Napoli. Sono oltre 107 mila gli italiani espatriati nel 2015. Ed anche il 2016 registra un incremento migratorio.Come si potrebbe credere ai proclami di questi chiacchieroni? Questi signori o sono convinti che gli italiani siano tutti degli allocchi o ritengono che i cittadini abbiano una memoria tanto corta da dimenticare ciò a cui hanno assistito la settimana precedente.

Certamente noi elettori abbiamo delle grosse responsabilità per il passato ma credo che la classe politica ne abbia combinate così tante da non essere più assolutamente credibile e quindi spero che alle prossime consultazioni si agisca di conseguenza.