Siria

Aboud ricomincia a vivere da Modica

Ha cominciato a lavorare grazie a Orazio Modica Ragusa

Da qualche giorno il giovane, protagonista di una tragedia della guerra in Siria ha cominciato a Modica il suo approccio con il mondo del lavoro.

Adesso Aboud prova a ricominciare, dopo la generosità di chi lo ha prima portato via dall'inferno e di chi poi lo ha accolto nella propria casa per fargli sentire il calore e la serenità dei gesti quotidiani, adesso Aboud prova a riconquistarsi la sua dignità di uomo e di lavoratore. Questo non potrà più ridargli indietro i suoi due figlioletti di tre e dieci anni uccisi nel 2014 vicino Damasco, in Siria, mentre si trovavano nella loro casa, raggiunta dal colpo di un mortaio, ma lo aiuterà di certo a sopravvivere al ricordo di quell'inferno e a ricominciare a sperare in un futuro migliore. La sua straziante storia non passò inosservata a Don Corrado Lorefice, oggi Arcivescovo di Palermo, che nel 2015, quando era ancora parroco della Chiesa di San Pietro a Modica, li conobbe durante un suo viaggio in Siria.

L'uomo raccontò quello che era accaduto alla sua famiglia, distrutta dalla violenza e dalla guerra, raccontò anche che sua moglie Soha era incinta e così Don Corrado gli promise che sarebbe stato lui stesso a battezzare il nascituro. Quando, qualche mese dopo, il bambino venne alla luce, la coppia fu fatta arrivare fino a Modica con un visto turistico e qui rimase per qualche giorno, a fare da padrino su invito di Don Corrado fu Angelo, colui che adesso lo accoglie nella sua casa. Dopo poco tempo Aboud dovette ritornare in Siria ma adesso, da circa due mesi, grazie ad un corridoio umanitario, la coppia siriana insieme al figlioletto vive a Modica, ospite di Angelo, ispettore di Polizia al Commissariato di Modica, di sua moglie Mariagrazia e dei suoi tre figli che hanno accolto Aboud, la moglie Soha e il piccolo Angelo con tanto affetto.

Come dicevamo, da qualche giorno Aboud ha cominciato anche a lavorare, grazie alla generosità di Orazio Modica Ragusa, titolare di "Altro Stile" acconciature. Aboud ha iniziato il suo nuovo approccio con quello che era il suo lavoro precedente, dal 1996, ossia il parrucchiere. Aboud continua ad avere difficoltà con la lingua, perché parla solo l'arabo, ma ha già cominciato a conoscere i clienti del negozio di via Resistenza Partigiana, dove si reca ogni mattina. Solo da pochi giorni ha cominciato un periodo di formazione e presto potrà entrare a far parte dell'organico di Orazio, che ha accettato subito di aiutare Aboud, nonostante i tempi non siano proprio favorevoli per ampliare gli organici.

Aboud è stato accolto con grande simpatia dallo staff di "Altro Stile" che lo ha subito fatto sentire in famiglia, gli è già stata data una divisa e presto, hanno dichiarato i suoi nuovi colleghi, imparerà a parlare italiano e modicano. Orazio ha conosciuto Aboud grazie ad Angelo e quando ha accettato di prenderlo con sé, ha ricevuto una telefonata di ringraziamento dallo stesso Arcivescovo, Don Corrado Lorefice. L'obiettivo di Aboud, è quello di non pesare più economicamente sugli altri e di riconquistare la sua dignità di lavoratore. Il suo sogno è quello di ricominciare a vivere e dare un futuro al suo piccolo Angelo che adesso ha due anni.