Cultura

Domenico Pisana a Taranto per le poesie di Cecere

Il 4 maggio

Il Presidente del Caffè Letterario Quasimodo di Modica, Domenico Pisana, sarà ospite a Taranto, il prossimo 4 maggio, per una iniziativa dedicata alla poetessa Ester Cecere, ricercatrice presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche in qualità di biologa marina.

Pisana presenterà l’ultimo volume di poesie dall’autrice tarantina, dal titolo “Non vedo, non sento e…”, Wip Edizioni, 2017, testo che si aggiunge ai suoi precedenti quattro libri di poesie nonché alla silloge di racconti “Istantanee di vita” del 2015. “Ester Cecere – afferma Pisana - è una voce poetica di cui si sono occupati autorevoli critici letterari , tra i quali Ninnj di Stefano Busà, Dante Maffia, Carmelo Consoli, Francesco Mulè, Nazario Pardini, Marina Pratici, Giorgio Barberi Squarotti. La sua poesia è attraversata da forte e crudo realismo, che si dispiega all’interno di situazioni sociali drammatiche e in contesti di relazioni; si tratta di un percorso dialettico ove la parola poetica si muove con un “impronta impressionista” e di “poesia civile”, se è vero che i suoi versi trovano la loro fonte di ispirazione nel fenomeno dell’emigrazione degli italiani, nel dramma dei senzatetto, o in vicende come quelle in cui si trovano coinvolti il bimbo Vitaliano abbandonato presso l’Ospedale degli Innocenti a Firenze, ed ancora le popolazioni coinvolte nel terremoto del 2016.

Lo sguardo della poetessa è lo sguardo di chi si mette dalla parte dei sofferenti, ora la bimba usata come kamihaze in Nigeria, ora i bimbi deceduti in Siria a causa del gas; ora Haskem Shabaani, poeta iraniano pacifista impiccato, ora Aylan, migrante di tre anni trovato morto sulla spiaggia di Bodrum, ora le donne africane, le donne prive di libertà, le spose-bambine, le donne che temono per la loro vita”. In coerenza con il suo vissuto poetico, l’iniziativa dell’autrice tarantina vedrà la destinazione dei proventi della vendita del libro alla scuola "Al Hikma" del campo profughi di Atma in Siria, e sarà arricchita dalla testimonianza del cinereporter di guerra Sebastiano Fezza, oltre che dalla lettura di poesie del libro a cura della stessa poetessa.  

 
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