Comune

Ragusa, la rotatoria fa ancora discutere

L'Amministrazione Piccitto poteva avviare un confronto

“Non si comprende in che modo il nuovo assetto viario di piazza Libertà insieme alla riapertura al traffico di una parte di via Roma, si coniughino con l’idea di un circuito pedonale del centro storico di Ragusa superiore”. Se questo è il commento, negativo, del laboratorio 2.0 sulla rotatoria di piazza Libertà voluta dall’amministrazione Piccitto, non meno polemiche sono le affermazioni dei due consiglieri del Pd Mario D’Asta e Maria Chiavola che parlano di “errore di valutazione a cui va posto subito rimedio”.

Il laboratorio 2.0, che trova i propri riferimenti istituzionali nelle consigliere Sonia Migliore e Manuela Nicita, per bocca del suo direttivo ricorda “il lavoro fatto dalle precedenti Amministrazioni comunali sui due centri storici di Ragusa, continuato senza alcun intoppo nel periodo della gestione commissariale del Comune, che aveva consegnato alla fruizione pubblica un’area pedonale che dai pentastellati non è stata valorizza per nulla. Anzi, a distanza di quasi quattro anni, sembra che i grillini vogliano mandare a carte 48 la precedente idea progettuale, anche se presente nel loro programma elettorale”. Secondo il movimento politico-culturale, le affermazioni del programma elettorale dei 5 stelle, “di attivare un circuito pedonale nel centro di Ragusa superiore che comprende l’asse di via Roma dal belvedere a piazza Libertà, piazza del Popolo, piazza Cappuccini - Ponte Vecchio - via Mariannina Coffa - Piazza San Giovanni e incentivare l’economia favorendo i posteggi con convenzioni e promuovendo con tariffe scontate nel periodo estivo la concessione del suolo pubblico ai commercianti e ristoratori inclusi quelli da asporto” sono state disattese.

Il 2.0 pone quindi le seguenti domande “che fine ha fatto la riqualificazione del secondo tratto di via Roma? Dove sono le politiche di incentivazione per le attività produttive? E tanto per riprendere un altro vecchio tema, il Teatro della Concordia? Non abbiamo visto nulla né di quanto ci saremmo aspettati come ordinaria amministrazione né delle promesse del programma. Quattro anni di dannosa inerzia progettuale che, giorno dopo giorno, stanno uccidendo il centro storico e il suo tessuto economico. C’erano i fondi, le idee, la visione e il consenso, è mancata la bravura nel comprendere che i processi di sviluppo, se non curati, conducono inevitabilmente all’involuzione. Aspettavamo la rivoluzione, abbiamo avuto una rotatoria in piazza Libertà”. Da parte loro gli esponenti consiliari dem D’Asta e Chiavola constatano che “la rotatoria di piazza Libertà non solo ha avuto come diretta conseguenza l’eliminazione di una serie di parcheggi a pagamento ma rischia di snaturare, e non lo diciamo solo noi ma in proposito sono intervenuti anche la Soprintendenza, le associazioni di categoria e gli ordini professionali, la natura stessa della piazza.

Ma cosa ci sarebbe voluto, da parte dell’Amministrazione, ad avviare un confronto con chi di dovere, anche perché è stato attivato proprio in questi giorni un tavolo sul centro storico, prima di prendere una decisione così importante sul futuro della nostra città? E tutto ciò per non parlare della scelta improvvida di silurare il progetto della precedente Amministrazione, solo per partito preso, quando lo stesso, invece, era stato al centro, questo sì, di una serie di confronti e di valutazioni da parte di una commissione composta da esperti del settore. Sintomatico, tra l’altro, quanto sostiene oggi l’ex assessore pentastellato Stefania Campo, la quale, da professionista, era stata promotrice del progetto, che prende posizione contro la rotatoria in questione”. Mario D’Asta e Mario Chiavola poi non lesinano critiche dirette all’assessore ai lavori pubblici, Salvatore Corallo in quanto” ancora una volta, ha dimostrato di non essere un profondo conoscitore, e non potrebbe essere altrimenti abitando nella cittadina casmenea, delle esigenze dei ragusani”.

Per concludere D’Asta e Chiavola rivendicano che “il Pd difende il patrimonio artistico, storico e architettonico. Sebbene, in questo caso, sia espressione di un particolare periodo, non assolutamente coincidente con la storia e i sistemi valoriali del nostro partito, la piazza è comunque un’opera di pregio da salvaguardare. E’ un patrimonio che va tutelato e non violentato come sta facendo la Giunta Piccitto. Il Pd, inoltre, sta valutando se avviare una raccolta firme per convincere ancora di più l’Amministrazione comunale a compiere un passo indietro e a sospendere tale sperimentazione”. (da.di.)