Comune

Ragusa, contrada nave e impianti sportivi: è polemica

Le lamentele dei residenti

Attacchi concentrici all’amministrazione grillina di Ragusa da parte di forze politiche e sociali. Mentre sono ben note le polemiche sull’operato della giunta in merito alla soppressione del servizio di educativa familiare, altri capitoli di lagnanze si aprono.

Di “altra tensione tra i residente di contrada Nave a Marina di Ragusa e il sindaco Piccitto” parla Peppe Calabrese, portavoce del comitato dei residenti stessi ma anche delle altre contrade a monte della frazione balneare e storico esponente di Pd ragusano. Calabrese spiega quale sia l’oggetto del contendere “il nodo della questione riguarda l'acquisizione di una serie di strade in contrada Nave che i residenti intendono cedere al demanio mentre il Comune non vuole saperne di acquisire. Tutte strade da un lato pubbliche e dall’altro private, transitate, comunque, da chiunque, a disposizione dei ragusani tutti con tanto di toponomastica, con illuminazione pubblica pagata da sempre dal Comune .

In realtà le strade in questione risultano di proprietà dei privati sulla cui testa pende la responsabilità civile e penale in caso di disgrazie e l'onere della manutenzione. Siccome riteniamo ingiusto quanto sta accadendo, continuiamo la nostra battaglia. I nostri legali hanno diffidato il Comune affinché possa acquisire le strade in questione. Siamo convinti che esistano le condizioni per l'acquisizione. Di contro il sindaco insiste a dire no facendosi forte dei pronunciamenti del dirigente, il quale si ostina a negare l’acquisizione in questione”. A conclusione della nota dei residenti di contrada Nave, Calabrese comunque sottolinea che “abbiamo inoltrato una nuova richiesta di incontro con il sindaco da tenersi presso la delegazione municipale di Marina di Ragusa. Il nostro obiettivo, adesso, è capire se c'è la volontà politica di risolvere il problema o se il primo cittadino si vuole continuare a nascondere dietro la burocrazia per contrapporsi a determinati diritti”.

Di impianti sportivi a Ragusa città e a Marina si occupano invece i due esponenti di Territorio Emanuele Distefano che ne è il portavoce e Michele Tasca responsabile degli enti locali. I due parlano di “alcuni aspetti dell’impiantistica sportiva in città che lasciano a desiderare” con particolare riferimento alla pista di pattinaggio di viale Napoleone Colajanni e allo stadio comunale di Marina di Ragusa in contrada Gaddimeli. Secondo Distefano e Tasca “nel primo caso, dopo la prosopopea e gli entusiasmi di rito da parte dell’Amministrazione comunale, non se ne è saputo più nulla. Aspettavamo che l’impianto potesse essere finalmente completato durante questo periodo primaverile. E invece al cantiere sembra essere tutto fermo.

Perché? Che cosa è accaduto? I lavori di ultimazione dell’impianto sono stati interrotti?”. Poi i due esponenti del movimento che fa capo dal deputato regionale Pd Nello Dipasquale, aggiungono “ancora più preoccupante è quanto sta accadendo a Gaddimeli. A causa dei lavori di rifacimento di alcune parti del campo sportivo la squadra del Marina di Ragusa è stata costretto a rinunciare alla possibilità di giocare le partite casalinghe tra le mura amiche. E tutto questo, per una squadra di promozione, è un limite non da poco, che di certo avrà influenzato il rendimento, facendo perdere per strada quei quattro-cinque punti che si rendevano necessari per innalzare le attese di un gruppo che, comunque, aveva iniziato la stagione con propositi bellicosi. Ma senza stadio non si può andare lontano. Ed è già la seconda stagione che ciò accade”. Distefano e Tasca pertanto si chiedono “perché tutto questo? Come mai i lavori vanno così a rilento?

C’è il rischio che, anche per la terza stagione, il Marina giochi le partite casalinghe lontano dal proprio terreno di gioco?”. E concludono con la immancabile constatazione “diamo un consiglio all’Amministrazione grillina. Visto quello che sta accadendo, e cioè che tutto viene realizzato in maniera errata e da correggere, tanto varrebbe fermarsi. Tanto ormai mancano pochi mesi alla conclusione di questa deficitaria esperienza amministrativa. Meglio lasciare a chi verrà dopo la possibilità di risolvere, con una certa velocità, i suddetti problemi, potendo contare su adeguata competenza e conoscenza delle situazioni oggetto delle lamentele”. (da.di.) 

 
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