Domenica delle Palme

La domenica delle Palme al Civile di Ragusa

Ramoscelli di ulivo benedetti distribuiti agli ammalati

Particolarmente significativa, tra le celebrazioni in programma oggi a Ragusa, quella promossa dall’ufficio diocesano per la Pastorale della salute che si terrà all’ospedale Civile. A partire dalle 10, la benedizione delle palme nel giardino interno.

A seguire, la processione verso la cappella e subito dopo la proclamazione della Passione del Signore, da parte di don Giorgio Occhipinti, cappellano ospedaliero e direttore dell’ufficio diocesano. La celebrazione eucaristica sarà animata dai componenti della consulta dell’ufficio per la Pastorale della salute, dalla cappellania ospedaliera e dai volontari dell’Avo. Dopo la celebrazione della Passione del Signore, i volontari dell’Avo distribuiranno i ramoscelli di ulivo benedetti agli ammalati nei vari reparti. “In questa domenica, preludio alla Pasqua del Signore – dice don Occhipinti – la Liturgia ci invita ad aprire gli occhi per contemplare, con lo sguardo illuminato dalla fede, il grande mistero dell’Amore che si sta compiendo. Per Gesù è giunta la sua ora: tutto è pronto. Lo Sposo fa il suo ingresso nella città amata dove desidera celebrare la Pasqua con i suoi.

Imitiamo le folle di Gerusalemme ed entriamo dietro a Gesù nella città santa, per seguirlo sino alla croce ed essere così partecipi della sua resurrezione. E’ questa infatti la prospettiva teologica con la quale celebrare la Settimana santa. La croce è la via che porta alla Resurrezione. Dalla domenica delle palme e della passione del Signore al giorno di Pasqua si snoda la Settimana santa che costituisce il culmine dell’itinerario quaresimale. E’ in questa settimana che noi contempliamo gli eventi che fondano la nuova Alleanza in Cristo Gesù, la nuova creazione che avviene attraverso il Verbo incarnato (e che sta al centro della grande veglia pasquale). E’ in questa settimana che veniamo messi davanti all’opera della salvezza e riconosciamo l’azione di Dio: del Padre, sorgente dell’Amore, del Figlio, che si incarna e va incontro alla morte per realizzare un progetto d’Amore; dello spirito, soffio di vita che il Crocifisso restituisce al Padre e che diventa il dono del Risorto.

La liturgia di questo giorno presenta un contrasto irriducibile. Comincia con una breve celebrazione, che prevede una processione gioiosa e canti di acclamazione. E prosegue con una messa particolarmente austera che ha al suo centro il racconto della Passione. La domenica prende il nome delle palme, di cui parlano i Vangeli, come segno usato dalla folla per esprimere venerazione ed esultanza. Le palme o i ramoscelli d’ulivo che porteremo nelle nostre case non sono, però, oggetti portafortuna che agiscono con una forza benevola dovunque vengono collocati o dei talismani che difendono dalle disgrazie. Le palme servono per la processione o l’ingresso solenne.

Non ha senso quindi benedirli, la domenica, per la semplice conservazione al di fuori della messa”.