Divorzio

Separati in casa: un fenomeno in aumento

Tra le cause la crisi economica

La separazione ed il divorzio, in passato, sembravano essere le uniche modalità possibili della fine di un matrimonio. Oggi, invece, si sente tanto parlare di “separati in casa”, una nuova dimensione che sembra aver preso forma e consistenza, ma che rappresenta di fatto “una triste e dolorosa soluzione anti-divorzio, anti-felicità”.

La condizione da “separati in casa” è una sgradevole e fallimentare prova generale, spesso presente in modo velato e sottotraccia e rappresenta il preludio ad un imminente abbandono, “il tragico epilogo di una morte annunciata”. E la sopportazione e coabitazione, diventano i tristi sostituti di un vivere empatico ed autentico,sebbene non per scelta. Un addio non verbalizzato ma agito lentamente, in sordina e con costanza, tende ad occupare ogni possibile spazio della vita di coppia, trasformando in perfetti sconosciuti i due protagonisti di questo amore già estinto. Quante coppie, si trascinano in una relazione che è diventata il ricordo sbiadito di ciò che era prima? Tante le cause d’un fenomeno sempre più in crescita ma quella che sembra prevalere è di natura economica.

Sono molte, infatti, le coppie che non ricorrono alla separazione o divorzio per paura della solitudine, per noia, per pigrizia, o per il semplice fatto che si accontentano l’uno dell’altro; tante altre rimangono coppia per una bassa autostima, perché non credono più in loro stessi. Quante coppie mantengono il loro legame solo in funzione della conoscenza e dell’affetto dell’altro pur non provando più “il vero amore”? E, quante, per l’oramai abusato alibi correlato al “bene dei figli”? Siamo passati dal padre padrone alle famiglie a doppia carriera, ai separati in casa. Le coppie di oggi, tra separazioni in crescente aumento e tradimenti, vivono un momento storico di grande difficoltà.

Le problematiche più comuni che caratterizzano la coppia di oggi sono: l’assenza di tempo e di dialogo, l’incapacità di mantenere vivo il fuoco della passione, ma, soprattutto, l’assenza di quella indispensabile attività di manutenzione e cura che serve a concimare il legame matrimoniale. Senza questi indispensabili ingredienti, la polvere del tempo e del quotidiano, corroderà anche il più saldo dei legami. Vediamo cosa accade in concreto e perché: giorno dopo giorno, i partners si ritrovano a non dirsi e darsi più nulla, si limitano solamente a comunicare sulle cose concrete – come il mutuo, la casa, i figli, le spese e le bollette - , tralasciando la comunicazione emotiva a favore di quella di servizio. Il “patrimonio emozionale”, compagno di viaggio indispensabile alla longevità del legame, deputato allo scambio ed alla manutenzione del rapporto di coppia, verrà smarrito, e così la fedeltà. Così diventeranno due cari inquilini, con tante cose da fare e poche da dirsi, trasformando la convivenza in coabitazione. Molti coniugi sostengono fermamente che la reale motivazione che li spinge a vivere da separati in casa è il “bene dei figli”.

I partners credono fermamente che i loro figli non sono in grado di reggere una separazione – evento fortemente destabilizzante per l’equilibrio psichico dei bambini – quindi, un possibile “compromesso tra il sentire ed il fare”, potrebbe essere una soluzione lenitiva per evitare future sofferenze. È importante ricordare che, la separazione - che di fatto sancisce la rottura di un legame -  non è la causa diretta di ipotetici disturbi comportamentali o di future fragilità psichiche dei figli, ma rappresenta solitamente un fattore di rischio e di vulnerabilità. Quello che invece contribuisce a danneggiare la psiche dei bambini è la modalità di gestione – spesso inadeguata – dei conflitti, oltre alle tensioni ed ai contrasti che si vivono in famiglia ed a quell’aria irrespirabile che quasi sempre accompagna la “condizione di compromesso condiviso” di separati in casa.

Qual è il messaggio che vogliamo trasmettere ai figli? Autenticità e coraggio o vivere all’insegna del compromesso? Scelte difficili e dolorose, messaggi complessi da far passare e non sempre dalla facile lettura, caratterizzano il vissuto dei separati in casa. Le tensioni ed i litigi vissuti tra le mura di casa, rappresentano una condizione precaria di convivenza tra l’adulto ed il bambino, la sfera affettiva si modifica e molto spesso si amplificano i sentimenti, crescono i turbamenti e le suggestioni. In virtù di questa importante dinamica familiare, si evince che i genitori che prendono atto della fine del legame e che con “autenticità emozionale” affrontano la separazione, rappresentano un modello identificativo per i propri figli. Molte coppie di oggi, motivate da problemi concreti come il mutuo, affitto ed altro, scelgono di rimanere insieme anche a “coppia estinta”, coniugando un sociale da sposati con un privato da separati. Questa dolorosa “schizofrenia tra il sentire e il vivere”, non regge a lungo. Genera infatti, un disagio esistenziale, misto ad una insoddisfazione generalizzata, per sfociare poi, in dolore e sofferenza reciproca.  

I figli, apparentemente mantengono unita la coppia, rappresentando un collante emozionale, ma in realtà il loro accudimento ha modalità ricattatorie per entrambi. La coppia non riesce a scindere la genitorialità dalla coniugalità e si trova a vivere momenti di grande tensione, di rabbia e di attacchi reciproci, manipolando ed adoperando i figli per contraddirsi vicendevolmente. La condizione da “separati in casa”, è caratterizzata da un silenzio dei sensi, da un silenzio sessuale, da una totale assenza di comunicazione emozionale, da divieti e compromessi psichici e da un tacito declino di responsabilità della felicità del coniuge verso un’altra persona esterna al matrimonio. Coppie che si salutano al mattino, che si intravedono per pranzo e che, sfiniti e non più empatici, si ritrovano la sera sul divano di casa, aspettando che il telecomando ed il sonno prendano il sopravvento.

Il periodo di crisi economica che stiamo vivendo, infatti, rende già estremamente faticoso riuscire ad affrontare tutte le spese quando si è insieme: affitto, utenze, spese legate al sostentamento e all’istruzione dei figli, beni di prima necessità, visite mediche etc. Come è facilmente intuibile, vivere situazioni simili, in alcuni casi, può essere estremamente penoso e, al dolore di una separazione, si va ad aggiungere altra sofferenza. Si tratta di una situazione estremamente stressante e lo stress deriva soprattutto dal fatto che queste coppie, in realtà, non hanno scelto liberamente una simile situazione. Il bisogno e la necessità economica hanno scelto per loro. Di conseguenza, al vissuto di dolore si aggiunge un senso di impotenza che fa emergere sentimenti depressivi, a volte molto forti.

Probabilmente queste persone avrebbero bisogno di iniziare un percorso psicoterapeutico che però può richiedere spese che non sempre si riesce a sostenere. Si può concludere solamente osservando che la crisi economica, oltre a cambiare la vita di tutti i giorni di milioni d’italiani, è riuscita a fare individuare la terza modalità di gestione della fine d’un amore.