Comune

Ragusa, soppressione servizio educativa domiciliare

La nota di Fiscasat

L’interruzione o sospensione, da parte dell’amministrazione comunale di Ragusa, del servizio di educativa domiciliare attivato dal Comune di Ragusa nelle scuole primarie cittadine, ha provocato un forte coro di proteste da parte non solo delle famiglie dei bambini interessati e del personale altamente specializzato che questo servizio svolgeva, ma anche da ambienti politici e sindacali.

Il sindacato Fisascat Cisl di Ragusa-Siracusa, in testa il segretario territoriale Salvatore Scannavino, è categorico nell’affermare “la sospensione, o meglio sarebbe dire la soppressione, del servizio di educativa domiciliare nelle scuole primarie cittadine, oltre ad impoverire ulteriormente il quadro generale del welfare cittadino, ha creato non poche difficoltà agli insegnanti che si occupavano dello speciale servizio i quali hanno visto completamente stravolte le loro mansioni dovendo applicarsi in una nuova attività per la quale non erano stati debitamente formati”. Ma Scannavino aggiunge anche “non si comprende, inoltre, perché in precedenza era stata inviata una nota a una delle coop che si occupano del servizio spiegando che lo stesso sarebbe stato ridotto mentre, in realtà, ad oggi risulta essere del tutto congelato.

Un altro mistero da risolvere”. La Fisascat Cisl si dice “rammaricata perché nessuna apertura da parte dell’amministrazione si è registrata sulla vicenda pur di fronte alla richiesta della stessa e di altre sigle sindacali di avviare un confronto”. L’organizzazione sindacale comunque auspica che “dopo le nostre continue sollecitazioni, qualcosa possa cambiare. Sarebbe opportuno dialogare su alcune problematiche pregnanti come queste e non rifuggire, come purtroppo accaduto in altre occasioni, il confronto. Come Fisascat-Cisl siamo sempre disponibili a mettere sul tavolo le nostre richieste ma non possiamo sottacere questo modo di agire da parte dell’Amministrazione comunale di Ragusa”.

Da parte loro i due consiglieri comunali del Pd, Mario D’Asta e Mario Chiavola, dichiarano “ci sfuggono le ragioni di una scelta così penalizzante per i più piccoli” chiedendosi “a chi giovi tutto ciò”. D’Asta e Chiavola aggiungono poi “perché si intende interrompere la positiva esperienza avviata con gli asili nido Palazzello 1 e Patro che, in questo momento, rappresentano il fiore all’occhiello dell’offerta formativa rivolta alla prima infanzia, per fare tornare gli stessi a gestione comunale” ed evidenziano che “se si optasse per questa assurda marcia indietro, 22 dipendenti, innanzitutto, perderebbero il lavoro. E stiamo parlando di persone altamente qualificate che, con grande professionalità ed entusiasmo, da due anni hanno contribuito alla qualità del servizio offerto a famiglie ed infanti. Sono giovani donne che hanno messo a disposizione della cittadinanza esperienza e passione e hanno dato vita ad un servizio di grande pregio per la comunità tutta.

Ma non solo. Bisognerebbe fare i conti anche con una vera e propria interruzione della continuità didattica” per non parlare infine del calo dell’offerta formativa che comprendeva “bilinguismo, musicoterapia, psicomotricità tutti servizi offerti all’interno dei due asili”. Altrettanto netto il giudizio negativo del due consiglieri di Partecipiamo Giovanni Iacono e Mirella Castro quando accusano “Piccitto sopprime, impropriamente, il servizio di doposcuola e attività integrative delle scuole dell’obbligo e tutto a scapito dei bambini delle fasce deboli e svantaggiate”. Riguardo al personale impegnato in tale servizio poi affermano “si cancella la figura dei docenti comunali che per decenni hanno svolto un encomiabile servizio di doposcuola e attività integrative presso le scuole dell’obbligo”.

I due consiglieri di Partecipiamo inoltre sottolineano la discrasia tra quanto portato a termine dai grillini di Ragusa rispetto a quelli di Modica che invece “hanno attaccato il sindaco Abbate dicendo che ‘la soppressione del servizio è una sconfitta per il sociale, per la cultura, per la città tutta e non è giusto che vengano assunte decisioni unilaterali da chi, detenendo, una semplice delega è convinto di fare il bello e il cattivo tempo a scapito di chi non ha i mezzi”. Giovanni Iacono e Mirella Castro concludono assicurando che “contrasteremo, politicamente e civicamente, questa ennesima, dannosa, scelta dei 5 stelle che colpisce la città nel profondo della sua storia e sensibilità nel welfare locale e nelle politiche sociali, educative e dell’integrazione”. (da.di.)