Teatro

Finale di partita a Ragusa

Al teatro Ideal

Una disperazione che colpisce e annienta, da cui emerge un’umanità sola, abbandonata, triste, che cerca di rinviare l’inevitabile. Ancora un successo per la Compagnia G.o.D.o.T. di Ragusa che sabato e domenica è stata impegnata con un’opera complessa, profonda, pietra miliare del teatro dell’assurdo, capolavoro teatrale del grande drammaturgo Samuel Beckett: “Finale di partita”.

Un palcoscenico spoglio, freddo, ha accolto la nudità degli attori Vittorio Bonaccorso, Giuseppe Arezzi, Federica Bisegna e Giancarlo Iacono che, come pedine isolate di una partita di scacchi ormai al termine, si sono ritrovati accomunati da un grido di disperazione per questa umanità distrutta nell’anima, oltre che nel corpo, dagli orrori della seconda guerra mondiale. Al centro della scena il vecchio Hamm, rappresentato da un bravissimo Bonaccorso che sapientemente ha curato anche la regia e le scene dello spettacolo. Hamm, che è giunto ormai al termine della sua esistenza, come il pezzo del re nel finale di partita, è insieme figura da difendere e figura che attacca.

Attorno a lui c’è il servitore Clov, l’eccezionale e giovane Giuseppe Arezzi, che con Hamm ha messo in scena, attraverso dialoghi serrati, un alternarsi di mossa e contromossa. E poi ci sono i due genitori di Hamm, Nell e Nagg (interpretati poeticamente da Bisegna e Iacono) che dentro due bidoni da spazzatura attendono la loro fine.Una vita che sente arrivare la morte e aspetta ormai senza speranza lo scorrere del tempo, accerchiata dal nulla, perché questo resta dalla distruzione dei tempi in cui l’opera fu scritta. “C’è un senso in tutto questo? E ricercarlo non è altrettanto insensato, ma insieme necessario?”, si sono chiesti gli spettatori che si sono ritrovati immersi in un’atmosfera cristallizzata, in cui la normalità era monotonia, ossessività, inutilità.

Un mondo che non c’è più ma che in alcune interazioni tra i personaggi principali trova un’ironia che è probabilmente la grande forza di questo testo di Beckett che ci fa capire che in certi momenti, anche drammatici, si può anche ridere. Ed è uno degli aspetti propri dei testi dell’autore e in generale del teatro dell’assurdo. La Compagnia G.o.d.o.T. ha dato ennesima prova dell’altissimo livello recitativo e di regia raggiunto con la messa in scena di un’opera complessa come è “Finale di partita” non solo per il tipo di recitazione necessaria ma anche per la comprensione del testo da far recepire agli spettatori. E gli apprezzamenti da parte del pubblico attento, emotivamente partecipe non sono mancati con svariati applausi.

“Finale di partita” rientra tra gli appuntamenti della 12^ edizione della rassegna Palchi Diversi che proseguirà sabato 22 e domenica 23 aprile (alle 21:00 e alle 18:00) con la Compagnia Vulìe Teatro di Caserta con la commedia brillante “Semi”. 

 
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