Regione siciliana

Ispica, annullato il Piano regolatore generale

La nota di Area Popolare

“Sarà stato un vero e proprio shock, per il sindaco Muraglie e la sua compagine amministrativa, ricevere qualche giorno fa la durissima comunicazione con cui l’Assessorato Regionale Urbanistica, dopo averla opportunamente bacchettata, diffida l’Amministrazione comunale a voler procedere entro trenta giorni a ripristinare il PRG Gangemi, altrimenti sarà un commissario ad acta a farlo (ovviamente a nostre spese)”.

A parlare è Mariagiovanna Gradanti, coordinatore di Area Popolare Ispica. “L’avevamo detto a giugno – commentano Marigiovanna Gradanti e Giuseppe Quarrella - del 2016 in circostanze decisamente simili, e siamo purtroppo qui a ribadirlo: è il fallimento della politica! Infatti, per Area Popolare, tutto ciò non è purtroppo una sorpresa: la deliberazione con cui il PRG Gangemi è stato annullato è illegittima, così come illegittimo è pure l’atto di indirizzo ad avviare l’iter per un nuovo PRG. L’unica differenza è che, adesso, oltre a noi, lo urla a gran voce anche l’Assessorato Regionale, che ha smantellato punto su punto le discutibili e raccogliticce motivazioni addotte dall’amministrazione Muraglie per annullare un Piano Regolatore perfettamente in regola che in nessun caso poteva essere spazzato via, ma tutt’al più modificato dopo che fosse entrato in vigore. Nessuna violazione di legge, eccesso di potere o incompetenza risulta finora sia stato mai dichiarato o accertato.

Anche il TAR Catania, peraltro, in riferimento al citato ricorso ha respinto l’istanza di sospensione cautelare” si legge nella dura missiva assessoriale, respingendo in blocco le patetiche scuse fornite da Muraglie e dai suoi a supporto di un annullamento che la coordinatrice Gradanti ed il consigliere comunale Quarrella hanno più volte definito arrogante, dannoso e totalmente ingiustificato. Ci chiediamo con molta preoccupazione, infine, cosa potrebbe succedere nell’immediato futuro a seguito del ripristino del “Gangemi”, dal momento che nel frattempo sono intervenute – a causa del momentaneo ritorno al “Censon” - delle lottizzazioni private, votate ed approvate dalla maggioranza in Consiglio comunale.

Dopo questa autorevole e sonora bocciatura dell’unico atto politico davvero riconducibile alla volontà della maggioranza, al Sindaco, alla sua Giunta, ai consiglieri ed agli organi politici responsabili di questa assurda figuraccia non resta che prendere atto del proprio fallimento e dell’incapacità amministrativa che ha finora denotato il loro agire, rassegnando in blocco le dimissioni”. 

 
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