Cultura

Modica, sabato letterario con Veneziani

presentato il libro Alla luce del mito

Lo scrittore pugliese Marcello Veneziani ha decisamente incantato il pubblico lo scorso sabato pomeriggio al XII sabato letterario del Caffè Quasimodo di Modica, ove è stato presentato il suo ultimo libro “Alla luce del mito”, edito da Marsilio, con una serata che ha ricevuto parecchi apprezzamenti da parte degli intervenuti.

L’ autore ha fatto una vera e propria “Lectio magistralis” affermando che “Il mito non è un tema soltanto accademico e filosofico ma un tema centrale della nostra epoca” che ci aiuta ad elevarci al di sopra della quotidianità , che “Il mito è un bisogno dell’anima” , è la capacità di proiettarci in un’altra dimensione”, “un piano elevato da dove si scorge il bello del mondo”. Se la storia finisce, la politica fallisce, la ragione si spegne e la religione declina, l’economia non regge e la finanza si sgonfia, - ha affermato Veneziani -, cosa può salvarci da questa corale e fatale percezione di decadenza? Solo un mito. Non un’illusione o una bella menzogna, ma un mito. Perché un mito non è verità ma non è nemmeno finzione. È vedere il mondo con altri occhi, sotto altra luce.

Scoprire altri orizzonti, altre chiavi di lettura. E del resto, i miti scacciati dalla porta sono rientrati dalla finestra in forma di idoli, feticci, totem, film e spot pubblicitari. I miti – e gli eroi – sono bisogni permanenti dell’umanità perché consentono di proiettarsi in una dimensione superiore, in una vita più grande, in un racconto di fondazione. La tecnica amplifica la sfera dei mezzi, modifica il mondo e dunque manipola la realtà, il mito consente di avere un’altra visione. La tecnica è mani, il mito è occhi. Molto apprezzati dall’autore le letture di alcuni brani del libro a cura di Daniele Voi di Radio Video Mediterraneo, come pure piacevoli e coinvolgenti sono stati gli intermezzi musicali a quattro mani al pianoforte, eseguiti dal Duo “Vindingi-Salerno”.

Il Presidente del Caffè Letterario Quasimodo, Domenico Pisana, ha affermato che il mito di cui parla Veneziani si presenta quasi come “una facoltà d’intuizione che ha le sue radici negli strati più profondi dell’anima, una facoltà di afferrare intuitivamente le realtà invisibili, anzi trascendenti”; insomma il mito inteso come la “verità dell’interpretazione metafisica” che cerca di ricostruire le fondamenta di una società dove gli idoli e i suoi surrogati hanno fatto piazza pulita di ogni dimensione valoriale. Un viaggio, dunque, quello di Veneziani alla ricerca di una dimensione esistenziale superiore e con in mano la bussola del ‘mitopensiero’ e degli spazi di senso e di significato che possono irradiare raggi di bellezza al nostro tempo”.