Ragusa

Morte Pamela Canzonieri, genitori: aiutateci a scoprire la verità

Uccisa il 17 novembre in Brasile

Non riescono a darsi pace e chiedono aiuto alle istituzioni, a chiunque possa aiutarli in qualsiasi modo a capire di più sulla morte della propria figlia avvenuta il 17 novembre scorso.

Vogliono capire di più sulle cause e soprattutto sui motivi dell'assassinio, perché nonostante una persona sia già rinchiusa in carcere con l'accusa di omicidio volontario, le ombre sulla morte di Pamela Canzonieri la giovane ragusana uccisa in Brasile, dove si trovava per lavoro, sarebbero ancora tante. I genitori di Pamela tornano a rivolgere un accorato appello perché si sentono abbandonati dalle istituzioni e si trovano impotenti davanti ad un muro di gomma che, sia per la lontananza che per la difficoltà di comunicazione, non riescono ad abbattere. "Siamo all'oscuro di tutto, avremmo bisogno di un legale in Brasile per capire cosa sia successo, ma non possiamo permettercelo" dichiarano i genitori della povera trentanovenne che lamentano la lontananza delle istituzioni, sia brasiliane, che italiane e dicono di essere stati sempre soli davanti a questa tragedia, da quando hanno scoperto attraverso Facebook che la propria figlia era morta a quando hanno dovuto sobbarcarsi tutte le spese per riportare la salma dal Brasile a Ragusa.

"Nemmeno il Comune di Ragusa ha fatto assolutamente nulla, non ha speso nemmeno una parola sulla vicenda" denunciano amareggiati i genitori di Pamela che hanno dovuto anche sopportare lo strazio del sequestro del corpo della propria figlia per quasi tre mesi, senza poter celebrare il funerale, per dare agli inquirenti la possibilità di fare ulteriori accertamenti utili alle indagini, ma fino ad oggi non hanno saputo nulla, cosiccome nulla hanno saputo dall'esame del Dna che sarebbe stato prelevato in Brasile subito dopo l'omicidio. I due genitori di Pamela hanno provato a sentire gli amici che la loro figlia frequentava in Brasile, ma le versioni fornite sarebbero discordanti e i lati oscuri rimasti in sospeso sarebbero ancora parecchi.

Ricordiamo che il brasiliano Antonio Patricio dos Santos, pregiudicato per spaccio di sostanze stupefacenti, ha ammesso di avere ucciso la donna e per questo si trova rinchiuso in carcere. Ha raccontato di averla uccisa perché avrebbe rifiutato le sue avance, ma dice anche di non ricordare nulla perché avrebbe agito sotto l'effetto della cocaina. I genitori di Pamela non vogliono rassegnarsi al fatto che la propria figlia sia stata uccisa così, senza un motivo e per questo lanciano un appello a chiunque possa aiutarli, qui in Italia o anche in Brasile. 

 

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