Teatro

Un classico della commedia siciliana a Ragusa

L'eredità dello zio canonico

I classici sono quelle opere “monumentali” che restano nella memoria collettiva. Per quanto riguarda la commediografia popolare siciliana, il riferimento è a rappresentazioni come “L’aria del continente”, “Annata ricca massaru cuntentu”, “Gatta ci cova” e, naturalmente, “L’eredità dello zio canonico”. E’ quest’ultimo testo che sarà portato in scena dal Piccolo Teatro Popolare di Ragusa, con la regia di Giovanni Dimartino, al teatro Leader di via Asia (angolo via Ettore Fieramosca, di fronte supermercato Eurospar, zona Bruscé) sabato 18 e sabato 25 marzo alle 21 mentre domenica 19 e domenica 26 marzo la commedia prenderà il via alle 18,30.

“Opere come questa di Antonino Russo Giusto – spiega Antonino Marù che interpreta Antonio Favazza – sono diventate patrimonio sociale e culturale per le modalità con cui sono trattate le tematiche esistenziali, per gli intrecci relazionali dei vari personaggi, per la loro peculiare caratterizzazione e per i modelli sociali proposti che si prestano a facili identificazioni. Quando il pubblico si identifica con vari personaggi, si attua il coinvolgimento emotivo e quindi il sentirsi parte della storia. E’ questo il successo che un’opera riesce a realizzare. Se assisti ad una commedia e rimani emotivamente confinato oltre la “quarta parete”, quello spettacolo non ti ha lasciato nulla.

Cimentarsi in opere portate al successo e consegnate alla memoria del grande pubblico da attori come Turi Ferro, Angelo Musco o Rosina Anselmi, costituisce per i gruppi amatoriali una sfida alquanto rischiosa, sia per i facili confronti che il pubblico inevitabilmente fa, con quei mostri sacri della recitazione, ma anche per la tentazione di scadere nell’imitazione, soprattutto quando non si ha ancora una propria personalità artistica”. Il Piccolo Teatro Popolare ha messo in scena la commedia in questione per la prima volta nel 1975. E’ stata poi riproposta nel 1993 e, adesso, nell’attuale stagione teatrale. Rivivere un personaggio a distanza di anni, per un attore, vuol dire anche e soprattutto verificare la propria crescita professionale.  

 
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