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I ragusani e la sfida accettata

Impazza sui profili Facebook

La catena della "sfida accettata" com'era logico e prevedibile, ha invaso anche i profili Facebook di migliaia di ragusani. Ciascuno di voi scorrendo le pagine si sarà imbattuto in foto datate decenni fa e qualcuno, magari senza chiedersi il perché, ha fatto la stessa cosa postando foto vecchie e scrivendo "sfida accettata".

Ma cosa sta dietro a quello che dalle nostre parti si è trasformato in una catena nostalgica di ritorno al passato? In effetti come nel gioco del "telefono senza fili" (anche questo molti di voi,tornando con i ricordi al passato, lo ricorderanno) strada facendo si è perso il vero senso dell'iniziativa. Tutto risalirebbe all'agosto dello scorso anno quando dall'India una ragazza malata di cancro, avrebbe pubblicato una sua foto in bianco e nero per mostrare come la vita a causa delle cure chemioterapiche perdesse i suoi colori. Il messaggio che accompagnava la foto invitava chiunque avesse messo un like, a fare la stessa cosa. Il potere del web ha fatto il resto e così nel giro di qualche mese la sfida ha raggiunto l'Europa e quindi anche la provincia di Ragusa.

La finalità originale però si è persa e sulle nostre home si è trasformata in una sorta di "catena amarcord" coinvolgendo utenti di ogni fascia d'età senza distinzioni di sesso e di estrazione sociale. Il potere del web non è una novità e nemmeno le catene telematiche di Sant'Antonio lo sono, ma l'occasione potrebbe essere utile a fare qualche riflessione. Innanzitutto a cosa serve questa iniziativa, sarà davvero utile alla lotta contro il cancro? O l'unica soddisfazione è quella di aver fatto diventare virale un messaggio? Forse si tratta di una iniziativa inutile e inadeguata che si è trasformata solo in una nuova occasione per mettersi in mostra in "modalità vintage"?

Certo è che quella che doveva essere una campagna di sensibilizzazione si è trasformata in pratica, in una occasione per ricordare l'ex compagno di scuola o il parente, e quindi commentare la "beata gioventù" fatta di più capelli, di meno chili, di acconciature strambe e così via. Oppure ancora un motivo per sorridere con lo spiritoso di turno che ha trasformato l'iniziativa pubblicando quanto di più remoto si potesse postare sul proprio passato pubblicando foto di ecografie prenatali o addirittura spermatozoi. Insomma l'allegra comitiva dei "Buongiornissimo, caffe??" si è allargata e si è arricchita di nuovi componenti, prendiamola così...

 
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