Teatro

Finale di partita a Ragusa

In scena la Compagnia Godot

Omaggio all’opera teatrale e cinematografica del grande drammaturgo irlandese Samuel Beckett in un doppio appuntamento con la Compagnia G.o.D.o.T. di Ragusa. Si inizia venerdì 17 marzo, alle ore 20.00, al Teatro Ideal del capoluogo, con il seminario interattivo, ad ingresso gratuito, dal titolo “Beckett, il teatro e il cinema”, svolto con la collaborazione del professore Danilo Amione che accompagnerà i partecipanti in un confronto interessante tra le varie opere teatrali e cinematografiche e per la tv che nella sua carriera l’autore ha scritto, mostrando una rara e raffinata capacità di spaziare da un campo all’altro.

Al seminario interverranno anche alcuni attori della compagnia teatrale. E a Beckett è dedicato anche il prossimo fine settimana con lo spettacolo “Finale di Partita” che dopo il suo debutto, torna in replica in doppia data, sabato 25 marzo, alla ore 21.00, e domenica 26 marzo, alle ore 18.00, sempre al Teatro Ideal di Ragusa. E’ uno degli spettacoli che la compagnia teatrale, guidata da Vittorio Bonaccorso e Federica Bisegna, ripropone con grande entusiasmo. Un’opera in un solo atto, pietra miliare del teatro dell’assurdo, con una straordinaria regia di Vittorio Bonaccorso che ha deciso di evidenziare l’interpretazione di questo capolavoro teatrale, ponendo l’accento sulla visione post-atomica o post-umanità anche se dai contorni indefiniti, come negli intenti dell’autore, in una ripetizione ossessiva dei giorni, uno uguale all’altro, che rendono insignificanti il senso della vita stessa.

“Finale di partita” è forse il lavoro teatrale di Beckett che meglio descrive il tempo in cui fu scritto, in una logica accattivante e coinvolgente per gli spettatori. Ambientato subito dopo la seconda guerra mondiale, lo scenario è quello della devastazione e della distruzione che porta l’Umanità ad interrogarsi sulla sua stessa esistenza. Domande che restano attuali anche di fronte alle crisi e ai cambiamenti che la società e l’uomo stanno attraversando oggigiorno. Un palcoscenico scarno, nudo, in cui il dramma si mescola con alcuni momenti ironici, che i personaggi, soli in mezzo al niente e al nulla, vivono nell’attesa della fine del mondo. Vittorio Bonaccorso, nel ruolo di Hamm, è sul palco insieme al giovanissimo Giuseppe Arezzi, nel ruolo di Clov ed ancora Federica Bisegna e Giancarlo Iacono, rispettivamente Nell e Nagg, con la collaborazione di Lorenzo Pluchino, luci e fonica di Andrea Iozzia.

Ma gli impegni della Compagnia G.o.D.o.T. non si fermano qui: sabato pomeriggio 18 marzo alle 20,30 gli allievi saranno impegnati nella terza lezione-spettacolo per l’anno in corso, ad ingresso gratuito, che sarà dedicata all’improvvisazione nel cinema e nel teatro, grazie al supporto del prof. Amione. “L’arte dell’improvvisazione al cinema, cioè mettere gli attori davanti alla cinepresa e far fare loro tutto immediatamente e all’improvviso appunto - spiega Amione - nasce dal pensiero che l’elemento reale, a cui il cinema è strettamente correlato, si manifesta solo quando all’improvviso qualcosa accade, viene fuori: da qui l’idea che solo improvvisando allora il cinema riesca a cogliere appieno la realtà.

Rossellini, che per primo interpreta l’improvvisazione come capacità di cogliere il reale, è colui che tenta per primo di abbattere il muro tra finzione e realtà attraverso l’improvvisazione della cinepresa che accompagna l’improvvisazione recitativa. Da allora l’improvvisazione si è sviluppata fino a raggiungere vertici assoluti”.