Uomo di Neanderthal

L'uomo di Neanderthal mangiava funghi e pinoli

La dice uno studio effettuato sui denti

Dalla bocca e in particolare dai denti si possono raccogliere tantissime informazioni sui nostri lontani cugini, gli uomini di Neanderthal. Lo affermano alcuni ricercatori che studiando tracce di tartaro dentale di alcuni esemplari di uomini preistorici rinvenuti negli odierni Belgio e Spagna.

Dalla ricerca si è potuti risalire alla loro dieta, molto diversa a seconda della zona, scoprire la loro capacità di adattamento all'ambiente (una novità), perfino individuare le malattie che li colpivano e quali probabili rimedi assumevano per curarsi. Come ha sottolineato Keith Dobney, professore di paleoecologia umana all'Università di Liverpool e autore di uno studio pubblicato su Nature, i denti sono "una fantastica capsula del tempo di informazioni biologiche che cattura non solo prove dirette del cibo che ci è finito in bocca ma anche gli ecosistemi ben preservati che si sono evoluti con noi". E cioè batteri, microbi e patogeni. Dallo studio di tutto ciò, ne viene "un'intera nuova disciplina che sta cambiando il modo in cui guardiamo al passato", ha aggiunto il ricercatore, ripreso dal Washington Post.

Lo studio, guidato dalla paleomicrobiologa Laura Weyrich dell'Università di Adelaide, ha esaminato il tartaro dentale di quattro individui di Neanderthal vissuti tra 42mila e 50mila anni fa. Gli scienziati hanno scoperto che quelli provenienti dall'odierno Belgio, rivenuti nella grotta di Spy a sud di Bruxelles, si nutrivano prevalentemente di rinoceronti lanosi e mufloni, insieme a funghi commestibili. Al contrario, i loro 'parenti' spagnoli di El Sidron mangiavano funghi, pinoli e muschio della foresta.