Sanità

Ospedale a spoke, Minardo: tutti in gara per la medaglia

Minardo "fa specie leggere di disperati ricercatori di “padri” di questo risultato"

Arriva la conferma dal Ministero della salute che l’ospedale Maggiore di Modica nel nuovo piano della rete ospedaliera siciliana non sarà retrocesso a “ospedale di base” ma rimarrà uno “spoke” e parte la corsa e la lotta di vari esponenti politici per accaparrasi i meriti del successo ottenuto.

Ognuno a suo modo vanta gli interventi effettuati in questi mesi senza però specificare ciò che hanno fatto quando alla Regione siciliana era stato stilato il piano della rete ospedaliera presentato poi alla stampa lo scorso 10 gennaio. Lo stesso piano che è stato poi modificato a seguito delle polemiche scattate subito dopo la comunicazione esplosa sul web. Il primo ad intervenire sulla questione era stato il deputato nazionale Nino Minardo che dopo aver appreso la notizia aveva subito chiesto e ottenuto un incontro a Roma con il ministro alla Salute, Beatrice Lorenzin. Minardo aveva subito ricevuto rassicurazioni dalla Lorenzin durante l’incontro a cui aveva partecipato anche il sindaco di Modica, Ignazio Abbate. Ed è stato sempre Minardo nei giorni scorsi dopo un’interlocuzione avuta sia con il ministro Lorenzin che con il sottosegretario di Stato, Davide Faraone, in visita a Ragusa lo scorso sabato, ad avere ulteriori conferme sulla questione.

Ed è proprio per queste ragioni e per fare chiarezza sulla questione che abbiamo contattato telefonicamente il deputato nazionale Nino Minardo che non ha esitato a rispondere alle nostre domande. Cosa ha fatto dopo aver saputo che l’ospedale Maggiore di Modica è stato confermato a “spoke”? “Ho ringraziato di persona il ministro, Beatrice Lorenzin, -dice Minardo - per quanto ha fatto per il nostro ospedale e ho anche approfittato per invitarla presto in città”. Cosa pensa di tutti gli interventi politici che hanno fatto seguito alla notizia? “Fa specie leggere di disperati ricercatori di “padri” di questo risultato, di strane prudenze che mi sanno della storie della della volpe e dell’uva e di vigilanze fuori tempo e fuori luogo”.

Secondo lei l’ospedale modicano è stato “premiato? “No, anzi voglio ribadire che il nostro ospedale ha ottenuto soltanto ciò che gli spetta di diritto. E mi spiace per chi, evidentemente, sarebbe stato più contento di vederlo ridotto a “ospedale di base” visto che adesso, anziché essere felice, mostra doglianza, dubbio e malcontento”. Ha letto i comunicati inviati in questi giorni da altri esponenti politici sul Maggiore? “Si. Prendo atto della corsa di svariati politici che si attribuiscono meriti per la salvezza dell’ospedale di Modica. Peccato che nessuno se ne sia accorto prima. Peccato che da Palermo qualcuno aveva evidentemente ed attivamente contribuito affinchè l’ospedale Maggiore venisse declassato e peccato che la gente non è stupida e sa bene valutare.

Ed infine, peccato che i fatti parlino più di ogni comunicato sul “pactum sceleris” che stava per colpire a morte la sanità iblea in generale e quella del comprensorio modicano in particolare. Ed in fondo peccato che a me interessi poco delle medagliette che gli altri fanno a gara ad appuntarsi sul petto immeritatamente. A me interessa solo un ospedale di Modica funzionale, ben amministrato e degno della sua tradizione decennale che possa contribuire a salvare delle vite. Ne basterà anche una sola salvata grazie ai servizi presenti nella struttura spoke per rendermi soddisfatto del lavoro fatto in favore della mia comunità. Il resto, lo lascio a chi soffre evidenti crisi di identità”.