Il caso

Modica, funerale di Angelo Partenza

Nel duomo di San Pietro

La Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di Catania, lunedì scorso, ha rilasciato il nulla osta per la sepoltura e si sono così potuti finalmente fissare a mercoledì primo marzo, alle ore 10, nel duomo di San Pietro di Modica, i funerali di Angelo Partenza, il 64enne del posto trovato morto in casa il 3 febbraio – ma il decesso con ogni probabilità risaliva a 48 ore prima -, pochi giorni dopo essere stato picchiato selvaggiamente da due ragazzini del posto, indagati per omicidio preterintenzionale.

L'aggressione, che la vittima aveva subito denunciato alla locale stazione dei carabinieri della Compagnia di Modica e di cui vi sono diversi testimoni, è avvenuta il 19 gennaio, verso mezzogiorno, nella piazzetta della chiesa di Santa Maria. Il 64enne aveva casualmente incrociato un appena 15enne che abita nella sua stessa via e due suoi amici e coetanei, dei quali era diventato oggetto di offese e angherie. Un accenno di rimprovero da parte dell'uomo è bastato per scatenare l’aggressione che ha provocato una rovinosa caduta a terra del 64enne. In preda a forti dolori al volto e in tutto il corpo, il signor Angelo si è quindi rivolto dal suo medico di famiglia che l'ha invitato a recarsi al pronto soccorso dell'ospedale Maggiore, dove i sanitari gli hanno riscontrato una brutta frattura della parete anteriore laterale, mediale e superiore del seno mascellare destro, a conferma di come i suoi aguzzini si fossero accaniti proprio sulla sua testa, con una prognosi di trenta giorni salvo complicazioni.

Pochi giorni dopo, però, Angelo Partenza è spirato. A fronte di questo antecedente così ravvicinato, la sorella della vittima, per fare luce sui fatti, chiarire le cause dell'improvviso decesso del fratello e ottenere giustizia, attraverso il consulente personale Salvatore Agosta, si è rivolta ai patrocinatori stragiudiziali di Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni genere di sinistro. Messa al corrente dei fatti, la Procura della Repubblica di Ragusa ha iscritto nel registro degli indagati per il reato di omicidio preterintenzionale il 15enne e l'amico quasi 17enne, principale responsabile del pestaggio, e trasmesso il fascicolo al competente Tribunale dei Minori di Catania.

Il resto è storia degli ultimi giorni Il sostituto procuratore, dott.ssa Silvia Vassallo, ha disposto l'esame autoptico sulla salma per chiarire la causa della morte e verificare se sussista un nesso di causa tra l'aggressione e il decesso, incaricando a tal fine un proprio consulente tecnico medico legale, il dott. Giuseppe Iuvara, che ha effettuato l'autopsia sabato scorso presso l'ospedale Maggiore di Modica, riferendo poi nello stesso pomeriggio le prime conclusioni al Pubblico Ministero. Data l'estrema delicatezza del caso, che coinvolge due minorenni, tuttavia, la Procura di Catania ha imposto il silenzio assoluto: il Ctu avrà 90 giorni di tempo per depositare la sua perizia, che ovviamente sarà decisiva per gli eventuali rinvii a giudizio dei due giovanissimi indagati. Per i congiunti saranno altri tre mesi di snervante attesa.

“C'è voluto un mese perché a noi familiari venisse riconosciuto il diritto di dare sepoltura al nostro congiunto, probabile "vittima" di un gravissimo atto di violenza giovanile, e ora dovremo attenderne altri tre per conoscere la causa della morte - ha commentato con amaro disappunto il cognato della vittima, il professor Vincenzo Di Martino, preside in pensione – E in tutto questo mese nessuna autorità ha pensato di doverci comunicare alcunché per tranquillizzarci e spiegarci il perché della necessità dei tanti intoppi burocratici che hanno ritardato la sepoltura”. Dopo le esequie, la salma di Angelo Partenza sarà trasferita e sepolta nel cimitero di Giarratana, la sua città natale, ma il 64enne non potrà ancora riposare in pace.  

 

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