Vittoria, agromafie e trasporto: emergenza nazionale

Il sindaco Giovanni Moscato ha chiesto ufficialmente al Ministro degli Interni e al Ministro dell'Agricoltura un incontro per affrontare il problema delle agromafie e della ingerenza del crimine nella filiera agroalimentare nonché nel mondo del trasporto.

“Ove ci sono grossi giri economici – spiega il sindaco – ci sono appetiti della criminalità. Succede a Vittoria così come nelle altre città d'Italia. La pervasività delle mafie nel mondo dei trasporti è crescente ed è divenuta una vera e propria emergenza nazionale. Per questa ragione vogliamo che Vittoria sia la prima città italiana a rompere le catene con azioni forti da parte delle istituzioni e ho chiesto ai ministri dell'Agricoltura e degli Interni un vertice ufficiale per creare un tavolo tecnico permanente sulle agromafie e sulla filiera agroalimentare e iniziare un percorso in grado di tutelare i produttori, gli imprenditori onesti e le produzioni del territorio. Infiltrazioni mafiose, speculazioni inaccettabili sui prezzi, contraffazione e tanto altro ancora stanno mettendo in ginocchio i produttori di tutta Italia e l'agricoltura in genere.

Siamo convinti che occorra una maggiore e più incisiva presenza dello Stato e delle istituzioni per bonificare l'interno settore e ridare serenità alle città poste sotto la pressione di alcuni gruppi criminali. Per sconfiggere le storture e la protervia di stampo mafioso c'è bisogno di regole, c'è bisogno che ognuno faccia la sua parte. Sin dal momento del nostro insediamento abbiamo inteso regolamentare il Mercato Ortofrutticolo a garanzia di tutti gli operatori (produttori, commercianti e commissionari) che svolgono il loro lavoro con onestà e dedizione. In primo luogo abbiamo approvato il nuovo regolamento del Mercato: un atto atteso dalla città da decenni, considerato che risaliva al 1971 e che nessuno in tutti questi anni aveva ridato alla città uno strumento di trasparenza e legalità aggiornato e al passo con i tempi. Inoltre abbiamo stabilito un forte giro di vite sui controlli all'ingresso del Mercato, che era divenuto accessibile a chiunque e in qualsiasi orario.

Con pugno fermo e deciso abbiamo rivoluzionato il sistema degli ingressi: al Mercato entrano soltanto gli operatori accreditati con apposito badge e in queste settimane sono stati registrati circa 2000 soggetti e siamo in grado di appurare chi entra e chi esce dalla struttura, garantendo tutti gli operatori. Inoltre dalle verifiche effettuate abbiamo inibito l'ingresso ad alcuni soggetti con precedenti per usura e tutti i soggetti accreditati hanno sottoscritto una dichiarazione antimafia. Inoltre abbiamo respinto la richiesta di accredito di alcune ditte di autotrasporto e verificato carichi pendenti e carichi giudiziari prima di concedere il badge d'ingresso e sono ancora in corso ulteriori verifiche. Abbiamo revocato alcune licenze dei box riverificando tutte le 66 concessioni e abbiamo avviato il sistema informatizzato “Informamercati” che consente a tutti gli operatori di verificare “l'affidabilità” dei soggetti che entrano ad acquistare al Mercato, mettendo in rete tutte le transazioni effettuate; presto partirà la mercuriale telematica.

Inoltre, il Comune di Vittoria aveva già siglato un protocollo di legalità con la Prefettura sul Mercato Ortofrutticolo, firmato da tutte le associazioni di categoria a difesa della struttura. Dove vi è la presenza delle istituzioni la criminalità soccombe e dove vi sono regole si relega all'angolino qualsiasi appetito criminale. Abbiamo iniziato un percorso virtuoso con azioni decise e nette che hanno fatto storcere il naso a chi ha chiari intenti mafiogeni: abbiamo tirato dritto per la nostra strada a difesa della legalità, della città, dei nostri produttori e degli imprenditori seri. Una città che non ha bisogno di essere criminalizzata o di essere posta sul banco degli imputati. Ricordo a tutti gli speculatori di professione che Vittoria è parte lesa, che Vittoria è la vittima e non il carnefice. Vittoria ha bisogno di risposte, non di pacche sulla spalla. Vittoria è vittima di un sistema perverso che deve essere stroncato una volta per tutte.

In pochi mesi abbiamo realizzato ciò che non è stato fatto negli ultimi 30 anni e ringrazio la Prefettura e tutte le forze di polizia per la vicinanza che hanno sempre dimostrato nei confronti della città. Ora è il momento che la politica dia delle risposte alla città. Non è più il tempo delle passerelle: ne abbiamo viste sin troppe. L'antimafia non si professa, ma si fa con i fatti. Quindi basta con le parole e le dichiarazioni di intenti. La Regione in primis ha ancora tante risposte da dare alla città: non abbiamo ancora ricevuto i fondi per i danni del ciclone Athos, non abbiamo ancora avuto risposta dall'assessorato all'Agricoltura alla richiesta sottoscritta da 12 sindaci della fascia trasformata per quanto riguarda le recenti gelate e la virosi, non abbiamo ancora una legge di riordino sui mercati agroalimentari, il territorio non ha ricevuto alcun giovamento dal Psr, i fondi europei sono gestiti malissimo e spesso sono finiti nelle mani della criminalità organizzata, non vi è una politica incisiva contro le frodi alimentari.

Se la Regione e lo Stato non forniscono risposte concrete, allora il problema assume contorni globali. Di fronte a ciò occorre tracciare una linea e partire con un percorso nuovo e virtuoso. Vittoria è in prima linea e auspico che l'incontro con i ministeri di Agricoltura e Interni possa avvenire a breve e che la città possa essere capofila di una grande battaglia di legalità. Sappiamo benissimo di vivere in un contesto non semplice e con un tessuto criminale radicato nel tempo, ma nessuno può disertare, nessuno può abdicare al proprio ruolo: è tempo di fatti perché le parole stanno a zero. Chi governa ha il dovere di dare risposte ai territori, alle vittime della criminalità, alla nostra economia.

Chi porterà risultati sarà ben accetto, ma chi viene per strumentalizzare sarà respinto dai Vittoriesi. Siamo allo stremo: da troppi anni e da troppi governi, di qualsiasi colore, abbiamo ascoltato promesse, intenzioni, ma non abbiamo visto alcun risultato. Meno parole più fatti, meno strumentalizzazioni più interventi. Vittoria non china la testa e reagirà come ha sempre fatto, ma non può essere lasciata sola”.  

 

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