A Ragusa un convegno sulle foibe

Successo di presenze al convegno per la commemorazione dei martiri delle foibe, una vera e propria tragedia patita dai nostri connazionali giuliani, istriani e dalmati, organizzato venerdì pomeriggio dall’Associazione nazionale combattenti e reduci, presieduta da Leonardo Lo Monaco, e dall’associazione politico-culturale Ragusa in Movimento, presieduta da Mario Chiavola, con il patrocinio del Comune.

L’avvocato Michele Savarese, relatore oltre che organizzatore dell’iniziativa, si è particolarmente soffermato sul fatto che prima della Seconda guerra mondiale nessuno avrebbe mai potuto mettere in discussione l’italianità di città come Fiume, Pola, Zara i cui residenti sono stati costretti ad espatriare per sfuggire alla pulizia etnica messa in atto da Tito. Si stima infatti che nelle foibe istriane furono gettati vivi oltre 30.000 italiani, nell’indifferenza della classe politica di allora che accolse con fastidio e di malavoglia i 350.000 esuli, colpevoli solo di essere italiani.

Ai lavori ha partecipato anche il comandante del Nucleo operativo dei carabinieri di Ragusa, il maggiore Giuseppe Marseglia.
“E’ semplicemente vergognoso – ha affermato l’avvocato Savarese – che un criminale come Tito, responsabile dell’uccisione e della tortura di decine di migliaia di nostri connazionali, sia stato insignito dell’ordine al merito della Repubblica Italiana, la più alta onorificenza conferita dal presidente della Repubblica. Sarebbe come se Israele riconoscesse Adolf Hitler Giusto tra le Nazioni. Del resto non è un mistero che per la classe politica del Dopoguerra, in particolare per i comunisti, il partito veniva prima della Patria”.

L’iniziativa, poi, è stata particolarmente toccante quando Egidio Lenaz, esule fiumano, ha raccontato la propria esperienza, rievocando il dramma di una pagina tra le più insanguinate della storia d’Italia. Commovente, infine, la lettura della preghiera dell’esule, ad opera di Flavia Germanis, anch’ella fiumana. Il dibattito che ne è seguito, con l’intervento di numerosi ragusani, ha dimostrato lo straordinario senso civico della città di Ragusa da sempre sensibile a tutti i temi d’interesse nazionale. Gli ospiti, dopo essere stati ringraziati per la loro preziosa testimonianza, sono stati omaggiati dagli organizzatori con una serie di prodotti tipici ragusani.