Il politico deve fare il politico anche dopo una sconfitta

"Con l’onore delle armi e con l’orgoglio ferito, il politico deve essere pronto a rimboccarsi le maniche e ripartire. Senza indugio. Senza rinnegare il proprio progetto politico che non sarà certo accantonato. Anzi, un motivo in più per dare forza alle idee e per dimostrare la valenza del suo progetto di città che, suo malgrado, non ha fatto breccia tra gli sciclitani". A parlare è l'ex consigliere comunale Peppe Puglisi, candidato alle ultime elezioni amministative con la lista "Città in Movimento". 

"Non è tempo di processi e resa dei conti, - scrive Puglisi - ma semplicemente la chiusura di un ciclo e l'inizio di uno nuovo. In politica le competizioni elettorali, come quelle sportive, si vincono e si perdono e si deve accettare il verdetto. In campagna elettorale si ha l’opportunità ed il privilegio di avere una visione eccezionale dei problemi e delle difficoltà del territorio, perché ti consente di parlare ogni giorno con centinaia e centinaia di persone e di capire anche che Scicli ha la forza per uscire dalla crisi, non soltanto politica.

La gente ha voglia di sentir parlare di cose concrete, di soluzioni, di idee nuove, e non di risse ideologiche e di contrapposizioni infinite e inutili. I cittadini, inoltre, vogliono avere amministratori efficienti che mantengano quanto detto e scritto nel proprio programma di campagna elettorale. Il progetto politico non finisce con la sconfitta ma è a disposizione del vincitore e della città dove c'è ne sia bisogno, perchè si ha la serenità e soprattutto la convinzione più di ieri che una Scicli dinamica, partecipe, sostenibile, accogliente e trasparente esista.

Anche da una sconfitta - dice ancora Puglisi - si può dare un buon contributo al governo della città, soprattutto per le sue difficili problematiche e si può continuare a perseguire la filosofia del bene comune e dell'interesse collettivo". 

 

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