Impianto in contrada Cuturi: Scicli ribadisce il suo no

Ancora una volta la città di Scicli dice no alla realizzazione di un impianto di trattamento di rifiuti in contrada Cuturi, e lo fa nel corso di una seduta del Consiglio comunale aperto richiesto da un quinto dei consiglieri, alla quale ha partecipato anche Vanessa Ferreri, deputato regionale del Movimento 5 Stelle.

Il territorio è già stato ferito pesantemente dalla presenza di altre discariche, ha evidenziato il sindaco Enzo Giannone nel suo intervento, nel quale ha ribadito di non avere alcun pregiudizio personale o ideologico nei confronti della ditta che si è aggiudicata i lavori di realizzazione dell'impianto, ma che è necessario tutelare la città ed il suo paesaggio, il maggiore bene culturale di cui il territorio dispone, per questo l'amministrazione comunale ricorrerà in tutte le sedi giurisdizionali. La deputata Ferreri nel suo intervento ha affrontato anche l'emergenza del fenomeno "percolato" che riguarda ancora le discariche San Biagio e Petrapalio che continuano ad avere un forte impatto ambientale, mentre Claudio Conti di Legambiente Ragusa ha ricordato come la filiera cui appartiene l'impianto sia in realtà la filiera del petrolio.

I finanziamenti del Ministero sono stati assegnati nonostante non ci fosse conformità urbanistica e per questo il Comune dovrebbe chiedere al Ministero di revocarli. L'assessore all'urbanistica Viviana Pitrolo ha ricostruito la vicenda lunga due anni e ciò che è stato fatto per ottenere la revoca dell'autorizzazione regionale e l'annullamento in autotutela dell'AIA. Sulla vicenda è intervenuto l'ingegner Antonio Colella, progettista dell'Acif che continuando a difendere a spada tratta il progetto dell'impianto, ha detto che non si tratta di una discarica, ma di un impianto nella filiera del trattamento dei rifiuti.

L'Acif, lo ricordiamo, ha avuto il via libera nel luglio del 2014 dalla giunta dei responsabili, grazie a un parere con prescrizioni”. Nel maggio 2014, la giunta Susino aveva dato direttiva all'ufficio tecnico di predisporre una variante urbanistica per tutelare da possibili aggressioni le contrade Truncafila e Cuturi. Subito dopo arrivò il progetto dell'Acif. L'ufficio tecnico accolse con una osservazione negativa quel progetto, nel luglio 2014, ma le controdeduzioni della ditta, protocollate nel settembre di quell'anno, non sono mai state assegnate, in posta, ai funzionari e agli amministratori, e di questo è responsabile la funzione apicale dell'ente.

Insomma alla negligenza della Regione si sarebbe aggiunta quella del Comune, della giunta in carica nel 2014, dei funzionari del tempo, e dei commissari straordinari dopo. Adesso serve reagire.